Giovanni Lo Faro
Una volta tanto consentitemi di andare controcorrente e prendere le distanze da quanti non hanno esitato a condannare il Catania per questo pari con la Fidelis Andria che certo non cancella, come si sperava (e lo speravo anch'io) la brutta prestazione di Castellammare di Stabia e una sconfitta che, al di là del punteggio vistoso, ha prodotto l'effetto di tarpare le ali ad una squadra che, dopo la bella performance con il Monopoli, era parsa sul punto di aprire le ali.
Mbodj, prova convincente |
Questo 0-0 con l'Andria (squadra che non sarebbe male prendere nella giusta considerazione quale possibile, e pericolosa, antagonista nella complicatissima roulette dei play off di quest'annata di Lega pro) non v'è dubbio sia legato in qualche modo, oltre che al valore innegabile dell'avversario (la formazione di Favarin ha giocato una gran bella partita) di turno in un Massimino sferzato come non mai dalla tormenta), agli effetti prodotti dalle punture delle "vespe" al Romeo Menti, e tra questi le squalifiche di Drausio, Bastrini e Biagianti che hanno costretto Rigoli in emergenza nell'occasione della sfida di questa sera con l'Andria. Che incontro al Catania è andata, peraltro, con credienziali non indifferenti, la buona qualità dell'organico ma anche la bella serie utile di dodici partite, divenute tredici con il pari, meritatissimo, ottenuto contro l'undici rossazzurro, tra queste.
La disperazione di Mazzarani |
Perché controcorrente, allora? Perché questa partita, per come si erano messe le cose in campo, il Catania avrebbe anche potuto perderla, in balìa com'è stato, per lunghi tratti, di un avversario ben messo in campo, superiore sotto il profilo dell'organizzazione di gioco (e il 3-5-2 di Favarin non v'è dubbio che Mazzarani e compagni l'abbiano sofferto parecchio), specie nella prima frazione di gioco nel corso della quale, fiammata iniziale a parte (ahi, Russotto, perché non rischiare il pallonetto sul bell'invito di Bucolo?) davvero non ha davvero concluso molto.
Barisic dopo il gol mancato in avvio |
Veronica Vettorel, assistente n.2, |
La ripresa? Più determinato, il Catania, e più convinto, forse ma incapace di sfruttare le contigenze favorevoli, il rigore di Mazzarani (perché quell'affanno a cercare la finta utile a beffare Poluzzi quando magari sarebbe stata più utile una botta delle sue?) e l'errore, incredibile, di Piermarteri a porta quasi sguarnita quando già l'avversario s'era ritrovato in dieci per l'espulsione di Piccinni (fallo da ultimo uomo su Mazzarani lanciato a rete). Delusione forte, per chi s'attendeva una prestazione scoppiettante e l'ottava vittoria di fila al Massimino, ma resta il punto che, in qualche modo, muove la classifica. Nell'attesa che, magari per gli effetti di interventi significativi sul mercato, il Catania recuperi slancio e prospettive, la B è traguardo di importanza vitale per società e squadra rossazzurre...