Giovanni Lo Faro
lunedì 6 febbraio 2017
RIGOLI ALLA VIGILIA DI CATANIA- MATERA: "DOVREMO GIOCARE DA SQUADRA
domenica 5 febbraio 2017
Eccellenza: tra Acireale e Palazzolo vince ... la paura di perdere
Giovanni Lo Faro
Tra Acireale e Palazzolo vince ...la paura di perdere. Finisce 0-0 al Tupparello (bel pubblico, come da tempo non si vedeva) e davvero non sai chi ci abbia rimesso di più. Un tempo (o quasi) per i granata (diciamo fino a quando Fabio Arena ha tenuto il campo) e un tempo (la ripresa) per i gialloverdi di Pippo Strano, vicinissimi, in due occasioni al gol (bravo Ferla a ribattere in angolo una conclusione dalla distanza di Filicetti prima che un'inzuccata di Guirado pizzicasse la traversa) tra il 10' e il 20' della seconda frazione di gioco.
Zero a zero, alla fine: i giochi restano apertissimi, e la
stessa caduta fragorosa in casa della capolista Sant’Agata di uno stanchissimo
Milazzo non può minimamente essere intesa in termini di eliminazione di una
protagonista da quella che rimane una lotta a cinque per un posto in D. In ogni
caso, sarà proprio l’Acireale a verificare domenica prossima se e fino a qual
punto la formazione mamertina sia disposta a mollare la presa: io personalmente non ci credo.
domenica 29 gennaio 2017
Marchese, Tavares, Russotto: il Catania riparte!
Giovanni Lo Faro
Marchese, dopo appena 5’ (inzuccata su pennellata d’angolo
di un vivacissimo Di Grazia), quindi, alla mezz’ora, Tavares, puntuale
all’appuntamento con il gol al suo esordio al Massimino. Due gol che sono
bastati a prendere le distanze dalla Reggina. Alla quale, per la verità, non
sono mancate le occasioni per riaprire l’incontro, sull’uno a zero, la prima
(traversa di De Francesco), e a 7’ dalla fine, la seconda (gol dello stesso De
Francesco, il migliore in campo), prima che il Catania ribadisse le distanze
con Russotto imbeccato deliziosamente da
Scoppa e bravo a trafiggere Sala in uscita.
Ma se il risultato è tutto negli episodi appena elencati, la
partita è vissuta d’altro, grazie all’impegno e alla buona qualità delle due formazioni in campo. Bella a vedersi, la Reggina, il fraseggio dei suoi centrocampisti
(benissimo il già citato De Francesco, ma pure Botta e Knudsen hanno fatto la
loro parte), i movimenti senza palla degli esterni, il gran dispendio di
energia di Coralli (una traversa e un assist, per l’esperto attaccante), hanno suscitato
parecchi consensi: lavorando sui tanti giovani che si trova in organico, Karel Zeman, figlio d’arte, non dovrebbe mancare, alla lunga, di
raccogliere frutti adeguati, pur in un campionato complicato come la Lega Pro.
Vittoria importante, in ogni caso, quella conquistata dai
rossazzurri che, adesso, sono chiamati ad un vero e proprio esame di maturità,
contro il Matera di scena al Massimino il 7 febbraio prossimo: sarà, quella contro
la capolista allenata dal sicilianissimo Gaetano Auteri, la partita della
svolta?
sabato 14 gennaio 2017
Giovanni Marchese torna e lancia la sfida: Catania, possiamo farcela"
Giovanni Lo Faro
Giovanni Marchese, dov’eravamo rimasti? Il ragazzo di Delia, ormai cresciutello, nel momento in cui riannoda la sua storia con quella
del Catania, non può fare a meno di pensare a due date. La prima, il 12 gennaio
del 2006, gliela ricorda Giovanni Finocchiaro: è quella del primo ritorno in
rossazzurro, giusto in tempo per scrivere una delle pagine più belle della
storia del Catania, ovvero quella del ritorno in Serie A dopo anni di
peregrinazioni nelle categorie minori (e con sconfinamento financo nell’Eccellenza,
nel 1993!).
La seconda, 12 gennaio 2017, è appena trascorsa e riguarda
la firma apposta sul contratto che lo legherà al club al 2020, quando
verosimilmente la sua carriera sarà arrivata al capolinea. Tra le due date, se
ci fate caso, pagine di gloria (le annate della Serie A) e di sofferenza (dalla
retrocessione al mancato ritorno in B, al tonfo in Lega Pro) per il Catania.
Poi, a prendersi la scena è Pietro Lo Monaco, arrivato in
ritardo (a fare gli onori di casa, in avvio, il presidente Franco, puntualissimo,
peraltro, a sottolineare i buoni risultati conseguiti ultimamente da Finaria:”Tutti
i settori hanno fatto registrare ottimi risultati e questo ci fa sperare bene: se
fino al maggio scorso vendere il Catania poteva rappresentare una necessità,
adesso non è più così, la situazione è parecchio cambiata, senza dire che non
mancano margini di miglioramento ulteriore”) ma loquace abbastanza e ben
disposto, pure, a delineare le linee d’azione del mercato rossazzurro. “Arriveranno
due giocatori, l’intesa c’è, mancano solo le firme, qualcuno è partito, qualche
altro partirà (Bastrini, per il quale c’è l’intesa con la Cremonese, forse
Paolucci e Calil, ndr). Lodi? Non ha ancora fatto la risoluzione con l'Udinese. Sia come sia, il Catania che verrà fuori da questi movimenti sarà
una squadra completa, in grado di giocarsi al meglio il campionato: l’obiettivo
è quello di arrivare ai play off”.
giovedì 5 gennaio 2017
Catania, parte Piscitella: arriva Saraniti?
Giovanni Lo Faro
Le partenze, poi gli arrivi. Secondo previsioni, il Catania sul mercato. Primo passo, la cessione dell'attaccante Giammario Piscitella (a darne notizia nel pomeriggio un comunicato ufficiale della società) che così continuerà la stagione nelle file del Prato, formazione sempre di Lega Pro. Stesso destino dell'attaccante ex romanista dovrebbero avere Caetano Calil (si parla del Padova come possibile sistemazione) e Michele Paolucci al quale, stando ad alcune voci, farebbe da tempo la corte la Fidelis Andria.
A meno di sorprese (qualche dubbio rimane per l'attaccante ex Juventus e Siena che avrebbe espresso il desiderio di restare in rossazzurro), le tre partenze avranno come effetto il mutamento pressoché radicale del profilo della prima linea, dove occorreranno non meno di tre innesti (e semprechè rimangano in forza Di Grazia, Barisic e Anastasi) per incrementarne cifra e tasso di competitività.
| Saraniti, centravanti della Vibonese |
I nomi? Ne circolano parecchi, com'è normale in questa fase iniziale del mercato, ma della girandola i più credibili rimangono quelli di Andrea Saraniti, ex rossazzuro, in forza attualmente alla Vibonese (lo ricordiamo pure a all'Acireale nelle cui file non ebbe però modo di farsi apprezzare per un grave infortunio che lo tolse di mezzo proprio in avvio di stagione) e del trapanese Ferretti (inseguito a quanto pare dal Feralpi Salò), giocatori, l'uno e l'altro, che hanno fame e voglia di fare bene, requisiti che piacciono parecchio a Pietro Lo Monaco.
Quanto a difesa e centrocampo stravolgimenti non dovrebbero essercene, a meno che non si voglia tentare di incrementare le risorse di reparti che hanno sofferto più del previsto assenze per squalifica (vedi quelle di Gil e Bergamelli in terza linea) o per infortunio (ed è il caso di Fornito e Biagianti a centrocampo). Marchese e Lodi? L'impressione che né l'uno né l'altro torneranno a rivestire il rossazzurro, più facile ipotizzare che l'attenzione di Lo Monaco si posi su un elemento di categoria, tra quelli che più si sono distinti nella prima fase della stagione. Vedremo.
giovedì 29 dicembre 2016
Catania, in attesa del mercato, meglio un punto che niente.
Giovanni Lo Faro
Una volta tanto consentitemi di andare controcorrente e prendere le distanze da quanti non hanno esitato a condannare il Catania per questo pari con la Fidelis Andria che certo non cancella, come si sperava (e lo speravo anch'io) la brutta prestazione di Castellammare di Stabia e una sconfitta che, al di là del punteggio vistoso, ha prodotto l'effetto di tarpare le ali ad una squadra che, dopo la bella performance con il Monopoli, era parsa sul punto di aprire le ali.
| Mbodj, prova convincente |
Questo 0-0 con l'Andria (squadra che non sarebbe male prendere nella giusta considerazione quale possibile, e pericolosa, antagonista nella complicatissima roulette dei play off di quest'annata di Lega pro) non v'è dubbio sia legato in qualche modo, oltre che al valore innegabile dell'avversario (la formazione di Favarin ha giocato una gran bella partita) di turno in un Massimino sferzato come non mai dalla tormenta), agli effetti prodotti dalle punture delle "vespe" al Romeo Menti, e tra questi le squalifiche di Drausio, Bastrini e Biagianti che hanno costretto Rigoli in emergenza nell'occasione della sfida di questa sera con l'Andria. Che incontro al Catania è andata, peraltro, con credienziali non indifferenti, la buona qualità dell'organico ma anche la bella serie utile di dodici partite, divenute tredici con il pari, meritatissimo, ottenuto contro l'undici rossazzurro, tra queste.
| La disperazione di Mazzarani |
Perché controcorrente, allora? Perché questa partita, per come si erano messe le cose in campo, il Catania avrebbe anche potuto perderla, in balìa com'è stato, per lunghi tratti, di un avversario ben messo in campo, superiore sotto il profilo dell'organizzazione di gioco (e il 3-5-2 di Favarin non v'è dubbio che Mazzarani e compagni l'abbiano sofferto parecchio), specie nella prima frazione di gioco nel corso della quale, fiammata iniziale a parte (ahi, Russotto, perché non rischiare il pallonetto sul bell'invito di Bucolo?) davvero non ha davvero concluso molto.
| Barisic dopo il gol mancato in avvio |
| Veronica Vettorel, assistente n.2, |
La ripresa? Più determinato, il Catania, e più convinto, forse ma incapace di sfruttare le contigenze favorevoli, il rigore di Mazzarani (perché quell'affanno a cercare la finta utile a beffare Poluzzi quando magari sarebbe stata più utile una botta delle sue?) e l'errore, incredibile, di Piermarteri a porta quasi sguarnita quando già l'avversario s'era ritrovato in dieci per l'espulsione di Piccinni (fallo da ultimo uomo su Mazzarani lanciato a rete). Delusione forte, per chi s'attendeva una prestazione scoppiettante e l'ottava vittoria di fila al Massimino, ma resta il punto che, in qualche modo, muove la classifica. Nell'attesa che, magari per gli effetti di interventi significativi sul mercato, il Catania recuperi slancio e prospettive, la B è traguardo di importanza vitale per società e squadra rossazzurre...
martedì 6 dicembre 2016
Poker al Monopoli, il Catania prova ad aprile le ali
Giovanni Lo Faro
| L'esultanza di Russotto |
Il giorno (feriale), l'ora (di pranzo), il meteo (avverso
quanto mai). C'erano tutte le condizioni perché il Catania si proponesse per
pochi intimi nell'occasione dell'impegno casalingo con il Monopoli, il
penultimo del girone d'andata (a chiudere la lista, dopo il derby di Siracusa, la
Casertana, sabato 17). Chiaro, non c'è stato il pienone, le tribune, in molti settori,
sono apparse desolatamente vuote, più di quanto effettivamente lo fossero,
considerato che la gran pioggia che s'è abbattuta sul Massimino ha indotto molti spettatori a cercare riparo sotto i gradoni.. A quanti hanno
scelto di seguirlo in questa giornata particolarissima (poco meno di seimila, stando alle cifre
ufficiali) l'undici di Pino Rigoli ha regalato una bella vittoria e una prestazione ricca di
spunti apprezzabili, a livello di organizzazione di gioco e di singoli.
Quattro a uno il
risultato finale, con il Monopoli ad assistere quasi impotente alla bella performance dei rossazzurri: appena due fiammate
per i pugliesi, la prima subito dopo il gol di Russotto che ha sbloccato il
risultato (incornata di Gatto, pallone d'un soffio fuori) e la seconda, in
reazione al 3-0 da Mazzarani, con Montini bravo a cogliere di sorpresa, e
fors'anche in eccesso di euforia, la difesa di casa e battere Pisseri.
| Barisic, primo gol al Massimino |
Che dire della prova Catania? La squadra, dopo la brutta sconfitta
di Francavilla che tante perplessità aveva suscitato, ha preso a marciare
spedita, tre partite, nove punti e,
quello che più conta, dati abbastanza confortanti sul processo di crescita del
gruppo e dei singoli. Tra questi, note di merito per Russotto, splendido protagonista
ieri (un gol e un assist a Barisic che gli sono valsi gli applausi del pubblico),
Scoppa (e non soltanto per l'imbeccata al fantasista napoletano in occasione
del primo vantaggio) e Barisic, alla sua seconda rete stagionale, nel contesto, stavolta,
di una prestazione convincente.
| Il rigore di Paolucci |
Paolucci, una manciata di minuti in campo, è tornato ad gol,
procurandosi un calcio di rigore e trasformandolo in modo impeccabile, ha
giocato con rabbiosa determinazione, quasi a dimostrare quanto creda ancora nel
progetto di rilancio del Catania sposato con convinzione l'estate scorsa: nota
lieta, pure questa.
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