lunedì 1 marzo 2021

ACIREALE, NON ABBIANO PIÙ ...UN SOGNO



Giovanni Lo Faro

 L’Acireale ha perso a Sant’Agata di Militello la settima gara esterna della sua stagione e lo ha fatto nel modo peggiore, cedendo su tutto il fronte ad un avversario che, nella sfida, ci ha messo quanto di meglio disponesse, in termini di risorse, fisiche e mentali. La squadra di Pagana  (rieccolo in panchina, il tecnico, prima incredibilmente sacrificato ai diktat dei tifosi e poi rispedito in campo senza che se ne spiegassero le ragioni) ha sofferto sin dall’avvio il vigore agonistico di un Sant’Agata voglioso e determinato (e nemmeno tanto povero di cifra come la classifica avrebbe indotto a sospettare ) e non è riuscita se non a tratti a dare la sensazione di possedere argomenti utili al controllo e alla gestione di una gara che poteva risultare lo snodo cruciale di tutta una stagione.Trafitta al primo assalto (puntuale Cicirello, ma Ruggiero?), la formazione acese è riuscita, per la verità, a  riequilibrare quasi subito l’incontro con Pozzebon, bravo a finalizzare un’azione avviata da Rizzo lungo l’out di destra (il fantasista argentino è stato tra i pochi a salvarsi dal naufragio generale), e per un po’ ha dato pure l’impressione che potesse guadagnare campo.   Supportata però da una manovra lenta e prevedibile, l’azione dei granata non ha mai superato la fase delle buone intenzioni come dimostra il fatto che di conclusioni nello specchio non se ne sono mai viste.Ad orientare partita e risultato, il gran gol di Caruso a fine primo tempo: ottimi lo spunto e la conclusione a rete del centrocampista messinese, senza che nessuno si curasse di contrastarne l’azione, e senza che Ruggiero, nonostante il gran volo, riuscisse nel miracolo.E il miracolo, all’estremo difensore acese, non è riuscito neanche nell’occasione del terzo gol che è giunto su rigore trasformato da Cicirello e che ha di fatto chiuso la partita. Nel senso che, con un Acireale impaurito e sempre più in preda all’affanno e alla paura, non c’é voluto molto perché i ragazzi di Giampà padroneggiassero gli spazi e conducessero in porto  che li ha giustamente premiati ed esaltati.Per l’Acireale, il sogno sfuma, soltanto una concatenazione di eventi favorevoli (e un recupero di convinzione da parte di tutte le sue componenti, proprietà in primis) potrebbe riproporlo in questa stagione in prospettiva promozione. Con buona pace dei proclami di mezza estate che sono alla base della forte delusione del momento (e sotto questo aspetto non si possono non condividere le parole dell’imprenditore Nando Pappalardo, main sponsor del club granata).  Dubbi e interrogativi, alla fine. E uno su tutti: cos’è successo nella fase d’avvio del mercato quando s’è deciso di ridisegnare il progetto tecnico-tattico della squadra privandola di due degli elementi (Bertolo e Bucolo) sui quali era stato incardinato? 



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