Giovanni Lo Faro
Tra Acireale e Palazzolo vince ...la paura di perdere.
Finisce 0-0 al Tupparello (bel pubblico, come da tempo non si vedeva) e davvero
non sai chi ci abbia rimesso di più. Un tempo (o quasi) per i granata (diciamo
fino a quando Fabio Arena ha tenuto il campo) e un tempo (la ripresa) per i
gialloverdi di Pippo Strano, vicinissimi, in due occasioni al gol (bravo Ferla
a ribattere in angolo una conclusione dalla distanza di Filicetti prima che un'inzuccata di Guirado pizzicasse la traversa) tra il 10' e il 20' della seconda frazione di gioco.


Chi ci ha rimesso di più, allora? L’impressione è che, alla
fine, il risultato abbia appagato entrambe le antagoniste anche se,
francamente, dall’Acireale, che giocava in casa e che aveva l’obbligo di tenere
il passo del Sant’Agata per mantenere il primato, ci si attendeva un pochino di
più, specie nella ripresa, nel corso della quale Contino e compagni si sono
visti di rado dalle parti di Aglianò (un colpo di testa poco convinto del capitano
e un tentativo di Luca Strano, imbeccato da Biondo a due passi dalla linea di
porta).

Va ricordato, comunque, che la prima occasione della partita
è passata sul sinistro di Concialdi, che ha trovato la coordinazione ma non la
mira (palla sopra la traversa, da posizione piuttosto favorevole), e che, alla
distanza, il Palazzolo, pur prevalendo nel possesso-palla, è parso più attento
a gestire il tempo che scorreva che a cercare con convinzione di far breccia nello
schieramento avversario, riveduto e corretto, peraltro, strada facendo da
Anastasi (prima Lo Nigro su Arena, poi D’Agosta su Piyuka con Concialdi
sacrificato sulla linea di mezzo, pendant di Cocimano).
Zero a zero, alla fine: i giochi restano apertissimi, e la
stessa caduta fragorosa in casa della capolista Sant’Agata di uno stanchissimo
Milazzo non può minimamente essere intesa in termini di eliminazione di una
protagonista da quella che rimane una lotta a cinque per un posto in D. In ogni
caso, sarà proprio l’Acireale a verificare domenica prossima se e fino a qual
punto la formazione mamertina sia disposta a mollare la presa: io personalmente non ci credo.
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