mercoledì 10 agosto 2016

Lo Monaco: "Squadra di spessore e giocatori di spessore, il Catania è pronto". O quasi.

Giovanni Lo Faro
Cartoline da Torre del Grifo. Le firme, stavolta, sono di Valerio Anastasi, ventiseienne attaccante nativo di Catania (non senza una parentela con il più noto Pietro, cugino del nonno), David Abdallah Mbodj, ventiduenne difensore senegalese, e Valerio Nava, ventidue anni pure lui, esterno basso di fascia sinistra di scuola atalantina. Lo Monaco, che non manca un appuntamento in sala conferenze da quando è tornato in rossazzurro, dei tre non esita a tessere le lodi, sottolineandone qualità tecniche e morali, prerequisiti indispensabili per chi voglia indossare la maglia  del Catania.
 "Si tratta di giocatori fortissimamente voluti, giocatori di spessore, così come la squadra alla quale sono chiamati a dare il loro contributo. Anastasi volevo prenderlo da tempo, di Mbodj mi ha convinto la sua storia e la sua grande voglia di arrivare, Nava, che ha appena vinto il campionato con il Cittadella e che l'Atalanta ci ha dato soltanto in prestito, lo considero un giovane vecchio professionista che si appresta a trovare la sua consacrazione definitiva".
Pietro Lo Monaco tra Anastasi, Mbodj e Nava
Tre giovani di qualità per un Catania ancora da rifinire ("non escludo - così il direttore - che qualcosa possa ancora essere fatto, noi siamo sempre vigili, in organico vogliamo soltanto giocatori convinti e motivati...") ma già pronto a partire.  "Ci turba il caso-Rosina, ma la nostra parte l'abbiamo fatta, alla Lega abbiamo consegnato un ...inferno, compresa la disponibilità degli introiti che ci spettano, per la ratifica dei contratti non dovrebbero esserci problemi, nessuno può dimenticare che il Catania è società che non molto tempo addietro faceva la A e che dalla A s'è portato dietro il peso di contratti onerosi, la richiesta di una polizza assicurativa rischia di penalizzarci moltissimo".
 Poi, ancora sul profilo tecnico della nuova squadra rossazzurra. "A centrocampo e in attacco siamo strapieni, qualcosa potrebbe giovarci in difesa, sugli esterni. Bergamelli in partenza? Abbiamo quattro difensori centrali, la copertura numericamente è perfetta, ma è chiaro che in paradiso a dispetto dei santi non teniamo nessuno: se qualcuno dovesse chiedere di partire, non esiteremmo a sostituirlo".
Chiude, Lo Monaco, con qualche nota tattica. "Il 4-3-3? Per me questa squadra può giocare anche con moduli diversi, con tre punte o con due, magari con una punta e un trequartista, di sicuro le opportunità ci saranno per tutti. Quello che è certo, abbiamo fatto, e stiamo continuando a fare, un buon lavoro, l'augurio è di partire nella maniera giusta e di arrivare nella maniera giusta".

mercoledì 13 luglio 2016

La sfida di Lo Monaco: "Voglio riportare al Massimino il pubblico che festeggiò il ritorno in A del Catania, soltanto allora me ne andrò"

Giovanni Lo Faro
Si prende la scena, come d'abitudine. Nei due tempi della conferenza-stampa di stamattina (co-sponsor e abbonamenti, i temi), protagonista è sempre lui, Pietro Lo Monaco, amministratore delegato di quel Catania che aveva lasciato in Serie A e che ha ritrovato, invece, in Lega Pro. E con un carico di problemi non indifferente. "Sappiamo tutti che la situazione è delicata, come sappiamo che non ci potrà essere rilancio senza risanamento. Eppure qualcosa mi fa pensare che, se remeremo nella stessa direzione, ce la faremo".
Nonostante il carico di problemi, nonostante il -7 di partenza, retaggio di un passato da dimenticare. "Il caso-Castro lo conoscete. Il Catania ha pagato al Racing la prima tranche della somma concordata, ma non il resto. E il Racing ha adito la FIFA per avere giustizia. Risultato? Catania obbligato a pagare e, in più, a scontare una penalizzazione di sei punti. Che unita alla precedente (ritardo nel pagamento degli stipendi) lo obbligherà a partire, appunto, da -7. Speranze? Ci sono, chiederemo al Tas, sulla base dell'intesa raggiunta con il club argentino, di annullare la penalizzazione ma, per il momento, la sentenza è passata in giudicato e dobbiamo ipotizzare un'altra partenza ad handicap".
 Lo Monaco non nega d'aver ispirato la foto che campeggia sulla sfondo della sala congressi del Village: il Massimino che ribolle d'entusiamo il giorno della sfida con l'Albinoleffe che dopo un quarto di secolo restituì la Serie A al Catania, un pugno teso ("ci sono le cinque componenti, ed insieme generano una forza incredibile") e la parola Amiamola, con tre A maiuscole, un segnale ai tifosi che amano la maglia.
Ecco, i tifosi. Non tutti concordi, non tutti disposti ad aperture di credito. "Eppure - dice il direttore- io ho fiducia. Hanno sofferto, è vero, come pure voi avete sofferto. Se siete tornati voi, se state tornando voi, se i partner (riferimento a Ecogruppo e Bacco) non si sono allontanati, sono sicuro che torneranno anche i tifosi e non mancheranno di difendere la maglia che amano".
Nella stagione in cui, peraltro, il Catania festeggerá il suo settantesimo anno di vita. "Il 24 settembre sará una giornata speciale, contiamo di arricchirla di contenuti adeguati all'evento".


giovedì 7 luglio 2016

Annuncio-choc alla presentazione dello staff tecnico: il Catania rischia il -7!

Giovanni Lo Faro
Se hai l'abitudine di parlare chiaro, nessuna reticenza è possibile. Neanche su questioni spinose come quella della penalizzazione (-6) per il caso-Castro. Pietro Lo Monaco sa di gelare la sala congressi del Village che accoglie i giornalisti nel giorno della presentazione dello staff tecnico e del nuovo sponsor. "Sì, è vero, la sanzione c'è ed è esecutiva. E rappresenta un problema. Ho provato, al mio arrivo, a risolvere il problema (ovvero la pendenza con il Racing Avellaneda che reclamava una rata del prezzo del cartellino del Pata, ndr), raggiungendo anche un'intesa con la società, ma questo non è bastato ad interrompere il procedimento: la sanzione della Fifa è arrivata puntuale (il -6 si aggiunge al -1 inflitto in precedenza: le cifre precedute da segni concordi in algebra si sommano!, ndr), il che significa che, a meno di fatti nuovi, dovremo scontare una robusta penalizzazione". Fatti nuovi? Lo Monaco, che non è tipo da arrendersi facilmente, preannuncia il ricorso al Tas. "Con la speranza - aggiunge - che le nostre ragioni vengano comprese". Altrimenti, sarà inevitabile un'altra partenza ad handicap. "Siamo consapevoli che non ci attende una stagione facile - dichiara - ma siamo pronti a fare gruppo, a batterci al meglio delle nostre possibilità". E del gruppo (se preferite, lo staff tecnico) che avrà il compito di forgiare sul campo il nuovo Catania declama, soprattutto, le doti caratteriali. "Abbiamo scelto uomini disposti a sposare le idee e il modo di essere del Catania, il senso di appartenenza è per noi un valore assoluto". Ed eccoli, tutti gli uomini del direttore, sulla passerella: dal tecnico Pino Rigoli ("lo staff è stato costruito per competenze e valori umani": perfetta, nelle sue parole, la sintonia  con Lo Monaco) al "secondo" Vincenzo Milazzo (ultima esperienza in Portogallo con Galderisi) e al collaboratore tecnico Alessandro Russo, dal preparatore atletico Nastasi (trascorsi al Trapani con Boscaglia e in Albania) a Marco Onorati, storico preparatore dei portieri. Spazio, pure, per Colombino, addetto alla riabilitazione, e per Passanisi, nuovo team manager. Presentati anche i quadri sanitari con i dottori Licciardello, Scudero, Riso e Bonaccorso, il massaggiatore Libra e i massofisioterapisti Calì e Cutroneo. Presentati, nel corso dell'incontro, pure i contenuti dell'accordo con la DomusBet, nuovo Main Sponsor del Catania: l'azienda, guidata dal presidente Francesco Di Paola, ha scelto di legarsi al club rossazzurro e di supportarne il progetto di rilancio per i prossimi quattro anni. Mercato: in arrivo Zibert (all'Akragas andranno Rossetti, Di Grazia e Sessa), a giorni la lista dei convocati per il ritiro di Pietralunga.
Lo staff tecnico del nuovo Catania

giovedì 16 giugno 2016

Lo Monaco: "Non devo santificare nessuno, il mio compito è aiutare il Catania a tornare a vivere"

Giovanni Lo Faro
 Dalle parole ai fatti. Tempi  (poco più di una settimana) e scelte, ancorché prevedibili, collimano con il Lo Monaco-pensiero, Uomini noti e fidati, quelli ai quali il neo amministratore delegato del Catania ha deciso di demandare ambiti di attività estremamente significativi. Come Cristian Argurio, un passaggio in rossazzurro ai tempi di Gasparin e trascorsi ad Udine e Messina con lo stesso Lo Monaco,, come Alessandro Failla, chiamato a rivitalizzare il settore giovanile ("c'erano dodici squadre, ne ho trovate tre...") e come, soprattutto, Mario Marino, braccio destro del "direttore" all'Acireale e al Catania della prima gestione-Pulvirenti.
Pietro Lo Monaco presenta Argurio, Marino e Failla, nuova triade tecnica del Catania che attende il nuovo allenatore
L'occasione è servita a Lo Monaco per rendere ufficiale o quasi il primo movimento in entrata del nuovo Catania: si tratta del ritorno di Marco Biagianti, a scadenza con il Livorno. "Manca soltanto la firma, ma è una formalità: sarà il nostro capitano".  Ma ha trovato spunto, il direttore, per replicare alla presa di posizione di un gruppo organizzato di tifosi che aveva eccepito su alcuni contenuti del suo discorso di insediamento. "Io al centro di tutti e di tutto metto il Catania. Ho detto che per quello che era stato fatto avrei incenerito tutti, ma so anche che a volte pure i condannati a morte (testuale, ndr), scontata la pena, ritornano ad una vita normale.  Il Catania, allora, al centro di tutti e di tutto, e il Catania calcio è un malato che ha rischiato, sta rischiando di morire, ma che si vuole riprendere, ritrovando forza e vigore: i partiti presi non servono,  io non devo santificare nessuno,  sono venuto al capezzale del Catania per aiutarlo a tornare a vivere. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, l'amore per il Catania deve sempre prevalere!".
 Per il Catania del futuro, che attende di conoscere il nome del suo nuovo allenatore, due scadenze importanti: il 24 giugno, termine entro il quale dovranno essere saldate tre delle quattro mensilità di stipendio di cui la società è debitrice e il 30 giugno, entro il quale dovrà essere perfezionata l'iscrizione al nuovo torneo di Lega Pro, Se tutto andrà bene, squadra in attività dal 15 luglio. 

giovedì 9 giugno 2016

Pietro Lo Monaco: "Il Catania per me è come un figlio, farò di tutto per riportarlo in alto"

Giovanni Lo Faro
Il ritorno sulla scena dopo poco più di quattro anni dall'addio è proprio come te l'aspetti. Pietro Lo Monaco trova subito il modo per riprendere il discorso bruscamente interrotto: "Dov'eravamo rimasti?". La sala congressi del Village ha un fremito, ma prima che possa rispondere alla domanda, trova servita la risposta: "In Serie A, eravamo in Serie A. Ed è in Serie A che dobbiamo tornare, poco importa se tra due o quattro anni . Il Catania deve ritrovare la posizione che gli spetta, la Lega Pro è poca cosa". Ripartiamo. Lo slogan non è nuovo, ma fa effetto, ugualmente. "Ripartiamo dalla Lega Pro e da una situazione che non è certo bellissima. Ho visto le carte, in questi giorni, diciamo che la situazione finanziaria del Catania è al limite.Sulla società, sulla bella realtà che era il Catania in A, è come se fosse passato uno tsunami", Percepisce la perplessità, se non proprio la paura. "I rovesci possono succedere, e se possiamo, dobbiamo rammaricarci per quello che è successo al Catania negli ultimi anni, non per questo dobbiamo rinunciare a lottare per recuperare le posizioni perdute". Se ne sono fatti, di errori. Lo Monaco, sotto questo aspetto, non fa sconti a nessuno: "Il primo a riconoscerli è stato il presidente, un uomo che per me era stato più che un amico, un fratello, Ma anche io mi prendo la mia parte. Se quattro anni fa anziché farmi vincere dalla collera, fossi rimasto al mio posto, tutti questi sconquassi non sarebbero sicuramente successi".
Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, nel corso delle conferenza stampa di questo pomeriggio 
Le ragioni dell'addio? C'è chi prova a stuzzicarlo, ma senza successo: "Non le ho rivelate allora, non le rivelo adesso. Ci siamo ritrovati, con Pulvirenti, è bastato che ci guardassimo in faccia per riprendere il filo di un discorso bruscamente interrotto. Ci lega lo stesso amore per il Catania, il fatto che il presidente (lo chiamerà sempre così, Lo Monaco) abbia deciso di rilanciare, dimostra quale amore abbia per questa società, per questa squadra". Strada difficile, lastricata di ostacoli, ma le idee ci sono e, sul piano finanziario, c'è pure l'impegno di Finaria. "C'è un gruppo di esperti già impegnato ad elaborare un piano finanziario, in due mesi la situazione dovrebbe essere più chiara a tutti. Il mercato? Signori, siamo in Lega Pro e in Lega Pro il mercato si fa con i prestiti, si fa contattando i giocatori a scadenza. L'obiettivo è quello di mettere su una squadra in grado di primeggiare, nella categoria, e di soddisfare le attese dei tifosi. Le risposte? Non mancheranno, conosco bene la gente di Catania", Poi, le prime linee d'azione: "Da qui a una settimana conoscerete il nuovo direttore sportivo, il nuovo responsabile dell'area tecnica, il nuovo responsabile del settore giovanile". E, ovviamente, il nuovo allenatore, il nuovo nocchiere di un Catania che vuole tornare in alto...

sabato 30 aprile 2016

Catania stecca pure Pagani: Lega Pro a rischio

Giovanni Lo Faro
Un'altra trasferta, l'ultima della stagione, un'altra delusione. L'ennesima. Il Catania fa 0-0 con la Paganese e subisce il sorpasso di Monopoli e Catanzaro, puntuali all'appuntamento con la vittoria. A questo punto, soltanto una concomitanza favorevole di eventi (vittoria sull'Andria al Massimino e sconfitta di una delle due antagoniste),
Bonanno, neoamministratore delegato del club rossazzurro.
potrà consentire agli uomini di Moriero di salvare la categoria senza passare per i play out.
A Pagani, su un campo abitualmente ostile (ricordate le battaglie con la Paganese di Gennarino Rambone e Roberto Sorrentino?), il Catania ha fallito l'ultima occasione, subendo il gioco dell'avversario, ben saldo sulle gambe e ben messo in campo dall'ex messinese Grassadonia, e non riuscendo, se non in rari fragenti, a fare la partita.
 Inevitabile così lo zero a zero finale, con buona pace degli intenti di vittoria, sbandierati alla vigilia: che ci sarebbe stato da soffrire in una stagione fortemente condizionata dagli eventi del giugno scorso lo si poteva anche prevedere, ma che i rosssazzurri si ritrovassero, ansimanti, a lottare per la sopravvivenza nella terza serie del calcio professionistico nessuno l'avrebbe  mai immaginato.

martedì 5 aprile 2016

Il Catania, sconfitto a Foggia, sarà salvato dalla Lupa?

Giovanni Lo Faro
Da non crederci. Il Catania perde secco a Foggia (nessuna meraviglia, della qualità e della forza dei satanelli non c'era chi non fosse convinto) e scopre (questa la meraviglia) che il suo futuro nella categoria è legato all'esito dello scontro (sic) di domenica prossima con la Lupa Castelli Romani, fanalino di coda del torneo.
Da non crederci. Sul terreno del Massimino ch'è stato teatro della gesta del Catania di Marino e di Zenga, di Mihajlovic e Simeone, di Montella e Maran, e che ha spesso visto i rossazzurri protagonisti di autentiche imprese (che non ricorda la clamorosa sconfitta dell'Inter di Mourinho), sarà la squadra-materasso di questa modestissima edizione del girone C di Lega Pro a concedere al Catania il primo assist per una salvezza (dopo toccherà a Menfi e Andria, protagonisti degli ultimi due impegni casalinghi degli uomini di Moriero) che non passi per le forche caudine dei play out.
A proposito di Moriero, le sue scelte tattiche non è che abbiano granchè convinto. Abbottonatissimo dietro, quasi andasse a sfidare il Barcellona, con una terza linea infoltita di centrali e senza esterni (a partita compromessa l'inserimento di Garufo e Nunzella) in grado di lanciarne l'azione d'offesa, il Catania si è ritrovato ad assistere, allo Zaccheria, alla trionfale cavalcata del Foggia di De Zerbi: roba da non crederci.