Bioritmo alterato dall’ora legale? E’ un fatto che in partita l’Acireale ci entra un’ora dopo, e dopo che si prende quasi un tempo (inzuccata potente quanto sfortunata di Gambuzza, al 41’ di gioco) per dare segni di vita. Tribune perplesse (l’Igea Virtus è meritatamente in vantaggio su un piazzato dell’ottimo Dodaro respinto corto da Biondi per il tap-in vincente di Moussa), e un tantino indispettite se i fischi accompagnano l’undici di Pino Romano al riposo.
Cambia il risultato, cambia l’Acireale. Che ci dà dentro con vigore, deciso più che mai a ritrovare il gusto della vittoria che mancava da più di un mese (2-0 alla Cittanovese) e chiudere il ciclo (breve) di due sconfitte di fila che l’avevano costretto ai margini della zona play off. Giocano un buon calcio, i granata, la manovra, orchestrata da Aprile e Savanarola con il contributo di un ottimo Sanna (all’argentino, a questo punto, manca soltanto la gioia del gol), trova la giusta ampiezza. Il resto lo fa Madonia, fuori partita un tempo, protagonista brillante nel secondo: sul suo assist, Savanarola raddoppia, poco prima che, dalla sinistra, il piattone di Manfrellotti trafigga per la terza volta Cascione.
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