EMANUELE PECORINO DOPO L’ESORDIO: “EMOZIONE UNICA, LA CONDIVIDO CON LA MIA FAMIGLIA”
Un bel profilo di Emanuele Pecorino, attaccante classe 2001, tra i principali protagonisti dell’entusiasmante assalto finale che ha consentito al Catania di ribaltare il Bisceglie e di conquistare un successo che lo rilancia nella rincorsa al secondo posto (il primo ormai sembra appannaggio della Juve Stabia), e le emozioni vissute dal giovanissimo bomber della Berretti rossazzurra nel giorno dell’esordio in Serie C, trovano spazio nel comunicato stampa appena diffuso dall’Ufficio Stampa e Comunicazione della società rossazzurra di cui è titolare il collega Angelo Scaltriti
"Sono grato al Calcio Catania - si legge nel comunicato - per tutte le occasioni che ho avuto fin qui, spero di averne altre e continuare a crescere" Al 22° del secondo tempo di Catania-Bisceglie, Emanuele Pecorino ha realizzato uno dei tanti sogni custoditi nel suo cuore e nel suo sguardo limpido: da domenica scorsa, l'attaccante catanese classe 2001 è il primo calciatore della prima squadra rossazzurra nato nel nuovo millennio. Con la maglia numero 31 sulle spalle, tanto coraggio, la giusta determinazione e quelle qualità tecniche e caratteriali già note a chi segue la nostra formazione “Berretti”, il diciassettenne Pecorino è riuscito a garantire un apporto prezioso per la rimonta, rivelandosi determinante, in particolare, con la sponda sul cross di Valeau in occasione del gol di Esposito. Emanuele racconta così la sua giornata indimenticabile: “Quando la nostra speaker Stefania Sberna ha pronunciato il mio nome ho provato un’emozione fortissima, unica nel suo genere, indescrivibile. Per un istante, prima di entrare, ho pensato che in tribuna c’era tutta la mia famiglia: mio padre, mia madre e le mie due sorelle. Permettetemi di dedicare questa gioia a loro quattro, che hanno affrontato tanti sacrifici per sostenermi e che hanno condiviso le mie sensazioni. Io il primo millennial nella storia del Catania? Un grande onore. Ringrazio il Calcio Catania, non solo per questa opportunità ma per tutte le occasioni di crescita e le gratificazioni che ho ricevuto in questi primi sette anni rossazzurri, nel corso dei quali i dirigenti ed i tecnici, ai quali devo moltissimo, si sono sempre occupati di me, formandomi sul piano tecnico e contribuendo alla mia crescita, insieme alla mia famiglia, anche sotto l’aspetto umano: andavo ancora in prima media, quando ho indossato la maglia del Catania per la prima volta, e la mia felicità è sempre la stessa di quel primo giorno. La società mi ha sempre aiutato ed incoraggiato, anche quando mi ha fatto vivere l’esperienza della Viareggio Cup con il Milan. Grazie anche a tutti i miei amici e parenti, ai compagni della Berretti che mi hanno applaudito dalla tribuna B a fine gara, ai tifosi. A mister Novellino ed ai calciatori della prima squadra, dal Capitano a tutti gli altri, un pensiero speciale e riconoscente, perché mi hanno fatto sentire parte importante del gruppo fin dal primo allenamento; da loro apprendo tantissimo ogni giorno, in particolare dagli attaccanti che mi trasmettono tanto, sul piano dei movimenti e dei concetti del nostro ruolo. Ho la possibilità di condividere la mia quotidianità con giocatori che hanno segnato tanto e vinto molto, in carriera: posso e devo imparare, per me è una vera fortuna. L’esordio? Sono entrato in campo per aiutare la squadra a vincere e la squadra ha vinto: ecco perché il mio debutto può dirsi positivo, conta il Catania e non il singolo. Sul piano personale è andata bene, credo: è mancata la ciliegina sulla torta, cioè il gol, ma l’unico obiettivo è quello collettivo e devo andare avanti con costanza ed umiltà”. E con il sano entusiasmo che ti si legge in faccia, Emanuele, ed è poesia del calcio.
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