mercoledì 24 settembre 2014

Il Catania lascia due punti sul terreno dello Scida: fatale un rigore di Ciano al 93'.

Giovanni Lo Faro

 Dicono sia stato un buon Catania quello che ha pareggiato martedì a Crotone, Dicono e, forse, non sbagliano, specie se mettono a confronto la prestazione dei rossazzurri allo Scida con le precedenti di Perugia (1-0 per il grifone) e, soprattutto, Vercelli (3-2 per i locali), risultati maturati, pur'essi, nei minuti finali.
 Di fatto, il bel gol di Calaiò (all'attivo dell'Arciere pure una clamorosa traversa) aveva messo l'undici di Sannino nelle condizioni di gestire al meglio partita e avversario e di porre le premesse per il primo successo della stagione.
 Anche perché. è giusto dirlo, il Crotone, non è che andasse oltre una discreta superiorità territoriale, un possesso-palla (amano dire così, oggi) più marcato rispetto al pur titolato avversario, e qualche conclusione ben neutralizzata da Anania. 
 Catania in vantaggio fino al novantesimo, epperò, negli ultimi dieci-quindici minuti obbligato a restare dietro la linea della palla (non proprio felici sono sembrate, a tal riguardo, le scelte di Sannino: troppi difensori, in formazione), rinunciando, in pratica, a tentativi di offesa che non risultassero velleitari (vero Castro?). A colmare la misura, al 92', l'ingenuo fallo di Garufi e il rigore di Ciano: 1-1, pareggio che muove la classifica ma non evita il rammarico.
Calaiò e Rosina, tra i migliori  a Crotone

sabato 20 settembre 2014

Il Catania ferma il Modena e lascia l'ultimo posto

Giovanni Lo Faro
Mettiamola così: Beppe Sannino fa del suo meglio, ma la coperta è troppo corta. Fatto contingente? Forse, quelle di Almiron, Rinaudo e Calello sono assenze che pesano, sulla fascia di mezzo, tra le due squadre, non c'era davvero confronto, come dimostra il fatto che, alla fine, al buon Sannino non è rimasto da fare altro che inserire Capuano a centrocampo per restituire equilibrio ad una gara che il Modena (traversa di Acosty) rischiava davvero di fare propria. 
Mettiamola così: il Catania per la prima volta non prende gol, la compattezza della difesa, ancorché figlia di un riequilibrio di tutta la squadra, è un dato sicuramente positivo.
Epperò non si può non dire delle sopravvenute carenze offensive, mai un tiro nello specchio, mai un'iniziativa (tacco di Calaiò a parte) che mettesse pensiero al giovanissimo portiere ospite, mai un'azione che accendesse la partita e la indirizzasse in senso favorevole.
Buio fitto, insomma, i fischi, alla fine, sono stati il condimento inevitabile di un pomeriggio da dimenticare.
Nella foto, Fabian Rinaudo: la sua assenza si fa sentire.

domenica 14 settembre 2014

Io l'avevo detto: Beppe Sannino nuovo allenatore del Catania

Giovanni Lo Faro

Il Catania, che crolla pure a Perugia (1-0, seconda sconfitta di fila e ultimo posto), sceglie di cambiare nocchiero: via Pellegrino, dentro Beppe Sannino, ex Varese, Siena, Palermo e Watford, fama di sergente di ferro, La scelta della società di Pulvirenti l'avevamo anticipata già la settimana scorsa, dopo la disastrosa sconfitta di Vercelli, individuando proprio nel tecnico campano l'uomo giusto per risollevare le sorti della formazione rossazzurra,

mercoledì 10 settembre 2014

Beppe Sannino, vuoi vedere che ...

Giovanni Lo Faro
Il pari interno con il Lanciano, la sconfitta di Vercelli. Sei gol subiti in due partite, la miseria di un punto. Pellegrino, il traghettatore promosso nocchiere di un Catania obbligato a ripartire (è o non é "RipartiAmo" lo slogan sul quale é stata fondata la stagione del riscatto?), finisce inevitabilmente sulla graticola e rischia di pagare, per primo, quelli che paiono (sono?) errori di progetto. La partita di Perugia, sul campo della momentanea capolista del torneo, potrebbe essere decisiva per le sorti del tecnico siracusano. Da Torre del Grifo, nessuna conferma e nessuna smentita mentre impazza il toto-allenatore: Marino, Di Carlo, Nicola, Ravanelli e, adesso, Beppe Sannino. Il tecnico campano, che ha appena lasciato il Watford dopo un avvio di stagione scoppiettante, non vedrebbe l'ora di rimettersi in discussione in Italia: vuoi vedere che...

domenica 17 agosto 2014

Il Catania prova a ripartire: stasera al Massimino gli altoatesini del Sudtirol per la prima di Coppa Italia

Giovanni Lo Faro

Riprendo l'antica abitudine a scrivere di calcio a poco meno di due mesi da quell'Uruguay-Italia che ci sbarrò la strada verso Rio de Janeiro e ci costrinse a fare ritorno mestamente a casa. Da quell'amaro pomeriggio del Das Dunas, ne è passata di acqua sotto i ponti: le dimissioni, congiunte, di Prandelli e Abete, la battaglia per la successione ai vertici della FIGC, l'arrivo di Tavecchio, infine, e subito dopo, di Antonio Conte, che aveva lasciato la Juve  a preparazione appena avviata, coniugando la voglia (inconfessata)  di scommettersi sulla panchina azzurra con il timore (inconfessato, pur'esso) di non potersi spingere oltre il limite dei tre scudetti di fila in bianconero.
Con Tavecchio ai vertici federali (inutile, inopportuno e poco elegante, ironizzare sul suo nome: lasciamolo scendere in campo e attendiamo di vedere quali frutti saprà trarre dalla sua pluriennale esperienza alla guida della Lega Dilettanti) e Conte in panchina, l'Italia proverà a ripartire il prossimo 4 settembre, nell'occasione dell'amichevole di Bari con l'Olanda: l'obiettivo è l'Europeo, non per caso limite naturale di scadenza del mandato di Conte.
Fatte le debite proporzioni, a ripartire ci prova pure il Catania, precipitato quasi senza accorgersene in Serie B e obbligato a risalire subito la china: la Serie A è l'obiettivo dichiarato di Pulvirenti e Cosentino, a scanso di rischi legati ad una prolungata permanenza nella cadetteria (gli esempi di Palermo e Reggina sono quanto opposti quanto significativi).
Cosentino ad, Pellegrino allenatore e una squadra che s'è rifatta la faccia. Dicono possa volare sin da subito, questo Catania: gliel'auguro di cuore, anche se gli ostacoli, sul suo cammino, non mancheranno.
A cominciare dal Sudtirol, in scena, stasera, al Massimino per la prima di Coppa Italia...
Ciro Capuano (foto Barbagallo)

martedì 24 giugno 2014

L'Italia perde con l'Uruguay e saluta il Brasile: tutti a casa!

Giovanni Lo Faro


L'Uruguay accompagna l'Italia di Prandelli all'aeroporto di Rio, l'avventura degli azzurri al mondiale finisce nel peggior modo possibile, a dispetto delle speranze alimentate dal successo sull'Inghilterra nella gara d'esordio.
Tutti a casa, e con abbondante anticipo, come s'era paventato dopo l'incredibile sconfitta con il Costarica, a conferma - semmai ce ne fosse stato bisogno - delle difficoltà che il nostro calcio incontra ogni qualvolta gli tocchi di confermare i suoi valori fuori dai confini nazionali (non casuale, sotto questo, l'eliminazione di tutte le nostre squadre dalle competizioni europee per club).
Dicono che pesi, sul risultato appena maturato nello splendido impianto di Natal, l'espulsione di Marchisio che ha costretto la squadra in inferiorità numerica nell'ultima mezzora di gioco, e sarà forse così, ma non v'è dubbio che la risposta degli azzurri, se c'è stata sul piano dell'impegno, non è parsa adeguata su quello del gioco: qualche fiammata, di tanto in tanto, ma nessuna conclusione a rete nell'arco dei novanta minuti, la qualificazione agli ottavi affidata per novanta minuti alla differenza-reti.
Salutiamo così anzitempo il Brasile, così come salutammo anzitempo il Sudafrica: se non proprio da rifondare, questa Nazionale è sicuramente da rivedere: negli uomini, nel gioco e nella mentalità.

sabato 21 giugno 2014

Scusate il ritardo: Martinho torna al Catania

Giovanni Lo Faro
"Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver risolto a proprio favore l'accordo di partecipazione con la società Hellas Verona Football Club: il nostro club acquisisce a titolo definitivo il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Raphael Alves De Lima Martinho. L'atleta brasiliano, classe 1988, esordì in Serie A con il Catania nel 2010. In maglia rossazzurra, fin qui, 11 presenze nell'Olimpo del Calcio italiano e 3 partite in Tim Cup, impreziosite da un gol contro il Brescia. Complessivamente, sommando le esperienze nei due principali campionati italiani, il talentuoso centrocampista ha disputato già 79 gare firmando 12 reti. Martinho vanta inoltre una promozione diretta dalla B, con il Verona".
 Questa la nota apparsa nei giorni scorsi sul sito ufficiale della società rossazzurra, presto integrata con le dichiarazioni dello stesso giocatore, pubblicate in esclusiva, sempre su calciocatania.it: "“Sono felice e molto motivato, ritorno a Catania con entusiasmo per il nuovo progetto e grandi ambizioni, ringrazio il Presidente Pulvirenti e l'Amministratore Delegato Cosentino che mi hanno voluto fortemente. Torno in una città in cui mi sono trovato molto bene, con tanti tifosi che mi hanno fatto percepire il loro affetto, in una società solida e prestigiosa a prescindere dalla categoria. Vorrei infine ringraziare il Verona ed i veronesi: il Presidente Setti, il direttore Sogliano, mister Mandorlini ed i tecnici del suo staff hanno sempre mostrato grande correttezza nei miei confronti”.
 Prendo atto con soddisfazione della brillante operazione di mercato condotta dai dirigenti etnei, nella fase di risoluzione degli accordi di compartecipazione, un'operazione, peraltro, auspicata nel giugno dello scorso anno, nel momento in cui il club del presidente Pulvirenti era impegnato a cercare sul mercato il sostituto di Giovanni Marchese accasatosi al Genoa. Nessuna dietrologia, ma quelle righe, pubblicate sul quotidiano La Sicilia ("La lista dei possibili eredi di Marchese, aperta dal varesino Grillo, s’è parecchio infoltita, strada facendo, con i nomi dei vari Vitale, Biraghi, D’Ambrosio, Rubin e Morleo, e dopo l’intervento chiarificatore di Pulvirenti (“il nuovo terzino sinistro sarà straniero”) è arrivata a comprendere pure i nomi di Funes Mori, classe ’91 e di Lionel Vangioni, classe ’87, entrambi del River Plate, e di Fabian Monzon, classe ’87 pure lui, in forza al Lione ma vincolato contrattualmente con la Fluminense. Che tra i tanti nomi circolati negli ultimi giorni possa esserci l’erede di Marchese - aggiunsi - non è certo scontato, la soluzione a sorpresa è sempre possibile e non ci meraviglieremmo se il Catania, come è già successo in passato, alla fine si orientasse diversamente. Martinho? E’ in prestito al Verona ma la società scaligera sembra intenzionata ad esercitare il diritto di riscatto della metà, nel qual caso è probabile che il ragazzo brasiliano rimanga per un’altra stagione in riva all’Adige. Una cosa è certa: Martinho ha tutte le caratteristiche per colmare il vuoto creato dalla partenza di Marchese, i riscontri della sua stagione, in tal senso, sono sicuramente positivi"), non possono non fare riflettere.

(da La Sicilia del 12 giugno 2013)


D'obbligo, comunque, un bentornato a Raphael Martinho, delle sue qualità il Catania avrà sicuramente bisogno nella difficile scalata alla Serie A.