giovedì 9 giugno 2016

Pietro Lo Monaco: "Il Catania per me è come un figlio, farò di tutto per riportarlo in alto"

Giovanni Lo Faro
Il ritorno sulla scena dopo poco più di quattro anni dall'addio è proprio come te l'aspetti. Pietro Lo Monaco trova subito il modo per riprendere il discorso bruscamente interrotto: "Dov'eravamo rimasti?". La sala congressi del Village ha un fremito, ma prima che possa rispondere alla domanda, trova servita la risposta: "In Serie A, eravamo in Serie A. Ed è in Serie A che dobbiamo tornare, poco importa se tra due o quattro anni . Il Catania deve ritrovare la posizione che gli spetta, la Lega Pro è poca cosa". Ripartiamo. Lo slogan non è nuovo, ma fa effetto, ugualmente. "Ripartiamo dalla Lega Pro e da una situazione che non è certo bellissima. Ho visto le carte, in questi giorni, diciamo che la situazione finanziaria del Catania è al limite.Sulla società, sulla bella realtà che era il Catania in A, è come se fosse passato uno tsunami", Percepisce la perplessità, se non proprio la paura. "I rovesci possono succedere, e se possiamo, dobbiamo rammaricarci per quello che è successo al Catania negli ultimi anni, non per questo dobbiamo rinunciare a lottare per recuperare le posizioni perdute". Se ne sono fatti, di errori. Lo Monaco, sotto questo aspetto, non fa sconti a nessuno: "Il primo a riconoscerli è stato il presidente, un uomo che per me era stato più che un amico, un fratello, Ma anche io mi prendo la mia parte. Se quattro anni fa anziché farmi vincere dalla collera, fossi rimasto al mio posto, tutti questi sconquassi non sarebbero sicuramente successi".
Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, nel corso delle conferenza stampa di questo pomeriggio 
Le ragioni dell'addio? C'è chi prova a stuzzicarlo, ma senza successo: "Non le ho rivelate allora, non le rivelo adesso. Ci siamo ritrovati, con Pulvirenti, è bastato che ci guardassimo in faccia per riprendere il filo di un discorso bruscamente interrotto. Ci lega lo stesso amore per il Catania, il fatto che il presidente (lo chiamerà sempre così, Lo Monaco) abbia deciso di rilanciare, dimostra quale amore abbia per questa società, per questa squadra". Strada difficile, lastricata di ostacoli, ma le idee ci sono e, sul piano finanziario, c'è pure l'impegno di Finaria. "C'è un gruppo di esperti già impegnato ad elaborare un piano finanziario, in due mesi la situazione dovrebbe essere più chiara a tutti. Il mercato? Signori, siamo in Lega Pro e in Lega Pro il mercato si fa con i prestiti, si fa contattando i giocatori a scadenza. L'obiettivo è quello di mettere su una squadra in grado di primeggiare, nella categoria, e di soddisfare le attese dei tifosi. Le risposte? Non mancheranno, conosco bene la gente di Catania", Poi, le prime linee d'azione: "Da qui a una settimana conoscerete il nuovo direttore sportivo, il nuovo responsabile dell'area tecnica, il nuovo responsabile del settore giovanile". E, ovviamente, il nuovo allenatore, il nuovo nocchiere di un Catania che vuole tornare in alto...

sabato 30 aprile 2016

Catania stecca pure Pagani: Lega Pro a rischio

Giovanni Lo Faro
Un'altra trasferta, l'ultima della stagione, un'altra delusione. L'ennesima. Il Catania fa 0-0 con la Paganese e subisce il sorpasso di Monopoli e Catanzaro, puntuali all'appuntamento con la vittoria. A questo punto, soltanto una concomitanza favorevole di eventi (vittoria sull'Andria al Massimino e sconfitta di una delle due antagoniste),
Bonanno, neoamministratore delegato del club rossazzurro.
potrà consentire agli uomini di Moriero di salvare la categoria senza passare per i play out.
A Pagani, su un campo abitualmente ostile (ricordate le battaglie con la Paganese di Gennarino Rambone e Roberto Sorrentino?), il Catania ha fallito l'ultima occasione, subendo il gioco dell'avversario, ben saldo sulle gambe e ben messo in campo dall'ex messinese Grassadonia, e non riuscendo, se non in rari fragenti, a fare la partita.
 Inevitabile così lo zero a zero finale, con buona pace degli intenti di vittoria, sbandierati alla vigilia: che ci sarebbe stato da soffrire in una stagione fortemente condizionata dagli eventi del giugno scorso lo si poteva anche prevedere, ma che i rosssazzurri si ritrovassero, ansimanti, a lottare per la sopravvivenza nella terza serie del calcio professionistico nessuno l'avrebbe  mai immaginato.

martedì 5 aprile 2016

Il Catania, sconfitto a Foggia, sarà salvato dalla Lupa?

Giovanni Lo Faro
Da non crederci. Il Catania perde secco a Foggia (nessuna meraviglia, della qualità e della forza dei satanelli non c'era chi non fosse convinto) e scopre (questa la meraviglia) che il suo futuro nella categoria è legato all'esito dello scontro (sic) di domenica prossima con la Lupa Castelli Romani, fanalino di coda del torneo.
Da non crederci. Sul terreno del Massimino ch'è stato teatro della gesta del Catania di Marino e di Zenga, di Mihajlovic e Simeone, di Montella e Maran, e che ha spesso visto i rossazzurri protagonisti di autentiche imprese (che non ricorda la clamorosa sconfitta dell'Inter di Mourinho), sarà la squadra-materasso di questa modestissima edizione del girone C di Lega Pro a concedere al Catania il primo assist per una salvezza (dopo toccherà a Menfi e Andria, protagonisti degli ultimi due impegni casalinghi degli uomini di Moriero) che non passi per le forche caudine dei play out.
A proposito di Moriero, le sue scelte tattiche non è che abbiano granchè convinto. Abbottonatissimo dietro, quasi andasse a sfidare il Barcellona, con una terza linea infoltita di centrali e senza esterni (a partita compromessa l'inserimento di Garufo e Nunzella) in grado di lanciarne l'azione d'offesa, il Catania si è ritrovato ad assistere, allo Zaccheria, alla trionfale cavalcata del Foggia di De Zerbi: roba da non crederci.

sabato 12 marzo 2016

Catania, tre punti d'obbligo contro la Juve Stabia

Giovanni Lo Faro
Un turno pro-Catania? Di sicuro, i risultati degli anticipi di questo pomeriggio agevolano il compito dei rossazzurri impegnati nel tentativo di risalire la classifica e di abbandonare la zona play out dove sono scivolati dopo la sconfitta di Martinafranca. Il pareggio casalingo del Melfi (raggiunto nel finale proprio dai pugliesi di Franceschini), la sconfitta interna del Monopoli (Lecce a ridosso del primo posto) e il delicatissimo impegno esterno del Catanzaro (giallorossi sul campo del Matera) realizzano i presupposti per  il rilancio della formazione di Moriero. Sempreché, si capisce, riesca a superare la Juve Stabia al Massimino. Ora o mai più? Non è ancora clima da ultima spiaggia, ma non v'è dubbio che per il Catania il ritorno alla vittoria rappresenti la conditio sine qua non per un finale di stagione senza patemi. Vedremo.

Torneranno a sventolare le bandiere al Massimino?

lunedì 7 marzo 2016

Catania, meno male che la Lupa c'è...

Giovanni Lo Faro
Pitino e Ferrigno, non è più tempo di sorrisi...
 Il Catania che perde pure a Martina Franca, dopo aver cambiato guida tecnica e dopo le solite declamazioni della vigilia (sul tipo "a Ischia vinceremo"), qualche riflessione impone. Legate, intanto, alla classifica dei pugliesi di Franceschini, capaci di recuperare sei punti nelle ultime due partite e di dimezzare o quasi le distanze dall'undici oggi affidato a Moriero. Ben distante ancora, il Martina, certo, ma il gap adesso è ridotto ad appena sei lunghezze, per non dire che pure il Melfi, in area play out con il Catania e l'Ischia, appare in salute e qualche passo lo muove (ieri, per poco non ha fatto il colpaccio a Lecce),
 Ancorata sul fondo con appena 8 punti resta, invece, la matricola Lupa Castelli Romani, che sabato ha ceduto al Messina e che sembra ormai destinata alla retrocessione. E meno male, viene da pensare, non v'è dubbio che un diverso equilibrio avrebbe reso particolarmente insidiosa la coda della classifica per un Catania che non vince (e non segna: più di cinquecento i minuti di astinenza) da tempo.
 Per i rossazzurri, in ogni caso, l'allerta è d'obbligo. E lo dimostra il fatto che la società, dopo aver provato a dare la scossa con l'esonero di Pancaro e l'ingaggio di Moriero, ha scelto di ricorrere alle maniere forti (ritiro a tempo indeterminato a Torre del Grifo (che sarà un'isola dorata, ma sempre ritiro è...): basterà per ritrovare la strada giusta?

sabato 27 febbraio 2016

La Casertana in dieci espugna il Massimino, il Catania precipita

Giovanni Lo Faro
Il Massimino attende il Catania, pronto ad investire sulla voglia di riscatto dichiarata (declamata?) dagli uomini di Pancaro, a digiuno di vittorie (una nelle ultime otto partite) e di gol. Ed invece si trova ad applaudire la Casertana che, sul terreno catanese, riesce a fare quanto più le aggrada, giocando un calcio di buon livello che le consente di padroneggiare con disinvoltura il campo e l'avversario, anche nei trenta minuti finali giocati in inferiorità numerica.
Non tocca i livelli del Benevento la formazione di Romaniello (inavvicinabile, fin qui,la prestazione di cui fu protagonista, sempre al Massimino, l'attuale leader del girone C di Lega Pro) ma conferma di esserne degna antagonista nell'area di vertice della classifica.
Il Catania? Penoso, inguardabile, capace, in una partita che potrebbe valere una stagione, di sbagliare tutto, dall'impatto con l'avversario alle scelte tecniche e tattiche, iniziali e in corsa: sarà Pancaro a pagare il conto?
Le tribune del Massimino quando ancora il Catania faceva sognare

sabato 6 febbraio 2016

Catania, che figura!

Giovanni Lo Faro

Pancaro


Il Catania sperimenta ancora come nel calcio a poco o a nulla servono i proclami. "A Ischia vinceremo", qualcuno si era spinto a proclamare, non si capisce ancora su quali basi. Non certo su quella del successo risicato, e, alla luce della prestazione, non proprio meritato, sul Matera, nel turno precedente.
Ed invece quel Catania che aveva a lungo sofferto il gioco dei lucani, ha avuto il coraggio di riproporsi al Manzella di Ischia contro un avversario tanto umile quanto generoso, e direi  pure bravo, alla distanza, se è stato capace di tenere il pallino del gioco per tutti i novanta minuti (soltanto un lampo, di un evanescente Calil, per i rossazzurri) sovrastando la squadra di Pancaro sul piano agonistico e su quello tattico.
Il 2-0 subito contro l'Ischia obbliga adesso il Catania a rivedere precipitosamente i propri piani e a riconsiderare, forse, la salvezza come unico obiettivo possibile della stagione.