domenica 20 settembre 2015

Il Catania, all'esordio in Lega Pro, passa a Matera: la catarsi comincia nel migliore di modi

Giovanni Lo Faro

Al primo impatto con una categoria nella quale non più tardi di due stagioni addietro mai avresti immaginato di ritrovarlo, il Catania riesce a fare vibrare le corde dell'orgoglio e della dignità. E i colori (il rosso e l'azzurro della maglia, in questo caso) si coniugano con i valori dello sport (ecco spiegata la nuova intestazione di questo blog), quelli che vorremmo linfa di questo calcio che rischia di piacerci sempre di meno.
Lo Stadio Massimino (foto d'archivio)

Poca tivù (le immagini, anche quelle passate su Telecolor, sono state veicolate, in streaming, da Sportube), numerazione classica delle maglie (dall'uno all'undici, per intenderci), ma, in compenso, i novanta minuti hanno favorito una buona rassegna del calcio nazionale, di quel calcio che ai più alti livelli fatica sempre più a trovare spazio.
Di stelle non ce n'erano ma la prova, vigorosa e a bella a tratti, del neonato undici rossazzurro, è bastata a dare un senso al pomeriggio: per il Catania a Matera tre punti pesantissimi che valgono a ridurre di un terzo l'handicap pagato alle scelte sbagliate del suo vecchio presidente, ed a porre le premesse per una risalita che avrebbe il valore della catarsi...

sabato 23 maggio 2015

Il Catania ci mette una pezza, salva la B e attende il progetto di rilancio

Giovanni Lo Faro
 Tra il Carpi neopromosso e il Catania promosso mancato, si è giocata ieri la classifica partita di fine anno. Novanta minuti fatti di nulla, privi di significato e di emozioni. Ai rossazzurri serviva un punto per blindare la categoria e un punto hanno ottenuto (senza troppo faticare, per la verità), agli uomini di Castori, da tre giornate in A, bastava non dare seguito alla sconfitta del Curi e chiudere dignitosamente una stagione esaltante.

Niente applausi per il Catania al termine di una stagione da dimenticare
 Aggiungere qualcosa? Sarebbe inutile, la salvezza non è un sicuramente un grande traguardo per una squadra costruita per ben altri obiettivi e che attende, adesso, di conoscere futuro e prospettive: c'è un progetto di rilancio per questo Catania? E per quali scelte, d'impianto organizzato e tecnico, è destinato a passare? L'attesa è cominciata...

sabato 16 maggio 2015

Il Cittadella è ...Real, il Catania perde la faccia e rischia davvero i play out

Giovanni Lo Faro

Un caro amico, uno tra i più stimati dei tanti che negli anni della Serie A avevo modo di incrociare sugli spalti del Massimino e che non vedevo da tempo (quest'anno le mie frequentazioni dell'impianto catanese si sono ridotte a ...una, la gara d'avvio con il Lanciano, emblematica quanto mai di quel che sarebbe stata la stagione dei rossazzurri in B), rivisto per caso proprio alla vigilia della "sfida" con il Cittadella, aveva profetizzato: "Ci attende il Real Cittadella, ma noi dobbiamo salvarci, quindi...". Bene, il Cittadella, nei novanta minuti della sfida di questo pomeriggio, è riuscito a confermarsi davvero ...Real: a difesa della categoria, che rischiano comunque di lasciare da qui a venerdì prossimo, i patavini ci hanno messo orgoglio e dignità, valori che la Nord, tanto appassionata quanto arrabbiata, ha inutilmente invocato dal Catania. Ha vinto, l'undici di Foscarini, e lo ha fatto con pieno merito, tanto che alla fine i tifosi di casa non hanno esitato di tributargli applausi sinceri ancorché intrisi di stizza e rabbia. E adesso? Si fosse giocata l'ultima di campionato, avremmo suggerito al Catania di andarsi a nascondere, ma c'è il neo promosso Carpi da affrontare venerdì prossimo e una categoria da salvare per l'onore della città e della maglia: fino a qual punto si può sperare in un sussulto di orgoglio?
Era cominciata così: come finirà?

sabato 9 maggio 2015

Catania tramortito a Brescia: un'altra pagina amara di una stagione da dimenticare

Giovanni Lo Faro

Il Catania evita d'un pelo la manita al Rigamonti ma il ceffone rimediato da parte di un Brescia orgogliosissimo è di quelli che tramortiscono. L' undici di Marcolin entra nella sfida con atteggiamento imbarazzante non considerando minimamente che il gap che le rondinelle denunciavano era reso più vistoso dalle penalità sofferte (-6 per violazioni amministrative) e che
Marcolin amaro nel dopopartita (foto Barbagallo)
la differenza di cifra non era così marcata come un esame superficiale - della classifica e delle situazioni - potrebbe far credere.
Di fatto, errori di valutazione, carenza di motivazioni, gambe di nuovo molli, scelte tattiche sbagliate e cambi tardivi, o, se volete, la somma di tutte  le componenti appena elencate, costano al Catania una sconfitta pesantissima e un triplo salto all'indietro che rischia di fare dell'ultimo impegno della stagione - al Massimino sarà di scena il Cittadella - un vero e proprio spareggio-salvezza.

venerdì 8 maggio 2015

Niente giovani a Brescia, Il miglior Catania (out Del Prete e Mazzotta) cerca i punti-salvezza

Giovanni Lo Faro

Marcolin, la salvezza del Catania passa da Brescia
L'ufficio stampa del Catania calcio ha da poco reso nota la lista dei convocati per la trasferta di Brescia. Ne fanno parte ventuno giocatori: i portieri Ficara, Gillet, Terracciano; i difensori  Belmonte, Capuano, Ceccarelli, Parisi, Sauro, Schiavi; i centrocampisti  Castro,  Chrapek, Coppola,  Escalante,  Martinho,  Odjer,  Rinaudo, Sciaudone, gli attaccanti  Barisic,  Calaiò, Maniero,  Rosina. In pratica, a parte l’infortunato Del Prete e lo squalificato Mazzotta, i migliori ci sono tutti, a dimostrazione che Marcolin prende sul serio l’impegno che domani pomeriggio attende i rossazzurri al Rigamonti: il Brescia ha un piede in Lega Pro, ma il Catania, che salvo ancora non è, non può permettersi di tornare a casa a mani vuote.

lunedì 27 aprile 2015

Catania pensa a salvare la B, per i sogni non c'è più tempo!

di Giovanni Lo Faro

Le ultime speranze del Catania, non sai bene quanto fondate, di agganciare la zona play-off, si spengono al Dall'Ara, in una piovosa serata di fine aprile. I rossazzurri di Marcolin, appena fuori dal tunnel della salvezza (questa sì, basterà poco perché risulti cosa fatta), si sono arresi al Bologna: gol di Cacia e Sansone, partita quasi mai in discussione.
Da qui alla fine (restano da giocare soltanto quattro gare), la squadra etnea dovrà badare a conquistare i tre-quattro punti che ancora le mancano per mettersi al riparo da brutte sorprese e, subito dopo, a programmare per bene la nuova stagione,
 Senza ripetere, se possibile, gli errori che hanno condizionato quella che si va a chiudere, il rischio che la B diventi una palude è tutt'altro che trascurabile...
Calaiò, espulsione fatale.

mercoledì 4 marzo 2015

La "zanzara" De Luca torna a pungere, svanisce in extremis il sogno del Catania

Giovanni Lo Faro

C'entrerà di sicuro il Bari, con il suo tiki-taka (o giro palla, se preferite) indisponente e, nell'occasione, piuttosto inconcludente ma occorre riconoscere che, stavolta, il Catania non ha demeritato. Facendo di necessità (le assenze di Schiavi, Coppola, Maniero, Calaiò e Martinho) virtù (gli inserimenti di Capuano e di un ottimo Odjer, soprattutto), Marcolin ha variato l'assetto della squadra che è parsa più disinvolta, oltre che nei movimenti, nel presidio degli spazi. poco o nulla concedendo al Bari nella prima frazione di gioco nella quale avrebbe sì potuto capitolare in un paio di occasioni ma nella quale ha pure sprecato con Rosina un'occasione più unica che rara per passare in vantaggio.
Cosa che, invece, riuscirà, nella ripresa, al giovanissimo Rossetti, bravo ad involarsi sull'assist di Rosina e a trafiggere l'estremo difensore biancorosso. Sfatato il tabù-trasferta? Macché. In pieno recupero, un errore di Sciaudone, spiana la strada alla "zanzara" De Luca, sogno proibito del primo Catania di Maran: 1-1, la classifica si muove ma la strada della salvezza è ancora lunga e complicata.

Marcolin (foto Barbagallo)  stavolta può applaudire il suo Catania