mercoledì 4 marzo 2015

La "zanzara" De Luca torna a pungere, svanisce in extremis il sogno del Catania

Giovanni Lo Faro

C'entrerà di sicuro il Bari, con il suo tiki-taka (o giro palla, se preferite) indisponente e, nell'occasione, piuttosto inconcludente ma occorre riconoscere che, stavolta, il Catania non ha demeritato. Facendo di necessità (le assenze di Schiavi, Coppola, Maniero, Calaiò e Martinho) virtù (gli inserimenti di Capuano e di un ottimo Odjer, soprattutto), Marcolin ha variato l'assetto della squadra che è parsa più disinvolta, oltre che nei movimenti, nel presidio degli spazi. poco o nulla concedendo al Bari nella prima frazione di gioco nella quale avrebbe sì potuto capitolare in un paio di occasioni ma nella quale ha pure sprecato con Rosina un'occasione più unica che rara per passare in vantaggio.
Cosa che, invece, riuscirà, nella ripresa, al giovanissimo Rossetti, bravo ad involarsi sull'assist di Rosina e a trafiggere l'estremo difensore biancorosso. Sfatato il tabù-trasferta? Macché. In pieno recupero, un errore di Sciaudone, spiana la strada alla "zanzara" De Luca, sogno proibito del primo Catania di Maran: 1-1, la classifica si muove ma la strada della salvezza è ancora lunga e complicata.

Marcolin (foto Barbagallo)  stavolta può applaudire il suo Catania

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