Cosa potrà ancora dirci Pietro Lo Monaco che non abbia già detto nel corso dei suoi recentissimi interventi in televisione e sulla carta stampata? L'interrogativo ci ha accompagnati per un bel po' nell'attesa che la conferenza stampa di ieri pomeriggio avesse inizio ma è bastato - a tutti, ancorché pochi - che l'addì del Catania prendesse la parola per rendersi conto che il rendez-vous non sarebbe stato né inutile né banale. Su tre grandi temi, l'intervento del direttore, comprese alcune considerazioni personali che ci ha chiesto di poter fare, in apertura.
"Non leggo molto, non leggo tutto, ma qualcosa ho letto, in questi giorni. Quanto m'è bastato per capire gli atteggiamenti, anche deleteri, di chi di fronte agli eventi degli ultimi tre anni ha maturato uno spirito negativo. La realtà è una, purtroppo: il Catania è in Lega pro, gioca con Melfi e Fondi con tutto il rispetto e con questi avversari ha l'obbligo di confrontarsi al meglio. Le partite, prima lo si capisce meglio è, non si vincono perché ti chiami Catania. Il campionato non è facile, se i punti li fai è perché hai sostanza".
Da qui, l'argomento-mercato: "Da una squadra di Lega Pro con un settore avanzato come il nostro non mi aspettavo una resa cosi deficitaria. Non getto la croce addosso a nessuno ma sono le cifre che parlano. Prendete l'Alessandria che con due attaccanti ha fatto 23 gol. Il mercato? Sarà un mercato di riparazione, interverremo nel settore in cui siamo stati più deficitari. Speriamo di individuare i punti deboli e di fare le scelte giuste. Ho ribadito proprio oggi alla squadra quanto mi abbia fatto arrabbiare la sconfitta di Francavilla, la prima dopo una lunga serie di risultati positivi, maturata a partita conclusa, con un gol che la migliore difesa dei tornei professionistici non doveva in nessun modo incassare".
Prima di chiudere, le condizioni per un futuro di soddisfazioni: "E' importante, intanto, considerarci tutti in ripartenza, non dimenticando che nel progetto devono restare impegnate le cinque componenti, guai se ne mancasse una. Gli strumenti finanziari? Noi, come società, stiamo cerscando di fare la nostra parte, gli ultimi cinque mesi li vorrei portare ad esempio, sarei tentato di dire che abbiamo fatto le nozze con i fichi secchi. Credete sia stato cosa da poco ridurre il disavanzo da -16 a -10? Questo risultato è il frutto di accordi e transazioni...".
Ancora sul tema del mercato, prima di chiudere: "Le idee sono chiare, cercheremo di raggiungere gli obiettivi tecnici magari prendendo questo e lasciando partire quell'altro. I nomi? E voi pensate che io possa dare i nomi? Per non dire che da qui all'avvio del mercato, può succedere di tutto, anche che i nostri attaccanti si sveglino e magari segnino 23 gol in quattro".
Lodi, Marchese e ...Di Grazia. "Il primo è ancora un giocatore dell'Udinese, per non dire che ha richieste in B. Marchese lo consideriamo uno dei nostri, quando si decide devo soltanto salire in segreteria per sottoscrivere il contratto.Di Grazia? E' chiaro che il ragazzo sta vivendo una delle storture del calcio, Prima di ieri mattina non se lo filava nessuno. Adesso si ritrova con il procuratore che avanza pretese, idem qualche suo familiare. Noi abbiamo il dovere di salvaguardare il nostro patrimonio. Il ragazzo ha potenzialità importanti e faremo di tutto per valorizzarle".,