domenica 31 gennaio 2016

Il Matera gioca, il Catania vince

Giovanni Lo Faro
Torna a vincere il Catania, segna il passo il Matera che ha visto interrompersi, al Massimino, una lunga striscia positiva. Bella la prestazione dei lucani, protagonisti assoluti nel primo tempo, quando hanno messo in difficoltà (due le occasioni da rete, sulla testa di Iannitti e sul destro di Infantino, a porta sguarnita)  la formazione rossazzurra, troppo lenta ad entrare in partita e incapace, per lunghi tratti, di tenere palla, Previsioni buie, al riposo, Ed invece, nella ripresa, ecco il Catania che non ti aspetti: l'infortunio di Plasmati spiana la strada a Calderini che mette lo zampino nel gol di Calil e, soprattutto, rianima una squadra che era sembrata, per lunghi tratti, in
Caetano Calil, suo il gol che ha sbloccato la partita e il Catania
catalessi. Il raddoppio di Falcone (bravo Di Cecco) chiude la partita e il lungo forcing del Matera non va oltre il gol di Infantino: finisce 2-1, il Catania ritrova il sorriso e, forse, la prospettiva di un finale di stagione senza patemi.

mercoledì 20 gennaio 2016

Catania, la svolta non c'è stata: al "Marulla" l'ultima chance per i play off?

Giovanni Lo Faro
  Ci eravamo chiesti, l'ultima volta, se davvero il successo sulla Paganese rappresentasse la svolta per il Catania, se davvero ponesse le premesse per un recupero di posizioni e di prospettive, insieme, in questo difficile torneo di Lega Pro. Ci eravamo spinti ad ipotizzare che, quella realizzata alla vigilia di Natale, fosse  la "svolta buona", il cambio di indirizzo, il segnale forte atteso dai tifosi e da quanti ai colori rossazzurri restano legati.
 Ed invece dagli impegni successivi, quelli che, se ben sfruttati, avrebbero fatto saltare sul predellino la formazione di Pancaro, sono arrivati tutt'altri riscontri: sotto il profilo dei risultati (due 0-0, ad Andria e in casa con il Monopoli) e sotto quello delle prestazioni.
Pancaro (nella foto di Franco Barbagallo) sembra chiedere a Calil come abbia fatto a sbagliare il rigore che avrebbe consentito al Catania di battere il Monopoli
  E questo a prescindere da quel che pensa e dice il tecnico di Acri: la classifica, caro Pancaro, la fanno i punti e di punti il Catania nelle ultime due gare ne ha messi insieme appena due, quelli - se ci fa caso - che bastano appena a tenerlo a galla,
  Non bastasse, ecco che si profila all'orizzonte la sfida di Cosenza e non v'è dubbio che, per l'esito del confronto con i rossoblù di Roselli, passino, in buona parte, le residue speranze della squadra etnea di dare un senso ad una stagione che, altrimenti, rischierebbe di risultare fallimentare come le precedenti.Il mercato? Sono arrivati Di Cecco e Pessina, buoni elementi, l'uno e l'altro, ma l'impressione che qualcosa ancora manchi se davvero si vuol provare ad agganciare i play off.
  In questo senso, quella di sabato prossimo al "Gigi Marulla"(il vecchio San Vito è stato da poco intitolato all'ex giocatore di Acireale, Cosenza e Genoa, recentemente scomparso) potrebbe davvero
essere l'ultima spiaggia. Vedremo.

sabato 19 dicembre 2015

Riecco il Catania: la "svolta buona"?

Giovanni Lo Faro

Riecco il Catania. Al di là della vittoria, che mancava da due mesi (dal rocambolesco 3-2 al Martina), e dei tre punti, c'è parecchio di buono nella prestazione con la quale gli uomini di Pancaro hanno liquidato la Paganese al Massimino.
Non che d'incanto tutti i problemi siano stati risolti, i limiti della squadra nella fase difensiva restano ancora piuttosto evidenti (quanta sofferenza sulle verticalizzazioni dei velocissimi attaccanti ospiti e quante opportunità di riaprire la gara offerte ai ragazzi di Grassadonia!) ma la condizione migliora e, con il recupero della condizione, riprendono a migliorare meccanismi di gioco che si erano pericolosamente inceppati. E giova pure, in questo contesto, il progressivo recupero dei tanti infortunati, e di quel Russotto, particolarmente, che, in questa categoria, si conferma, per cifra tecnica e personalità, elemento in grado di fare la differenza.
Caetano Calil (foto Barbagallo)
Prospettive che mutano? Vedremo ad Andria, dopo la sosta, se e fino a qual punto qualcosa sia davvero cambiato nel profilo del Catania, in attesa di interventi di mercato comunque imprescindibili se davvero si vuole provare a cambiare il corso di questa complicatissima stagione...

sabato 5 dicembre 2015

Benevento da applausi. Il Catania? Ma per favore...

Giovanni Lo Faro
Non era successo contro il Foggia (ai rossoneri di De Zerbi era mancato soltanto il gol), è successo contro il Benevento. Partite, le ultime due, sovrapponibili in modo impressionante con gli ospiti ad "occupare" gli spazi sul green del Massimino, e la formazione di casa incapace, nell'una occasione e nell'altra, di metterne in discussione la supremazia.
Davvero impressionante, per ricondurre l'analisi ai novanta minuti di questo pomeriggio, il possesso palla dei sanniti, che hanno sovrastato il Catania pure sul piano dell'organizzazione di gioco e della corsa, segnando tre gol (il secondo e il terzo in condizione di inferiorità numerica) e conquistando una vittoria che lo sportivissimo pubblico catanese non ha potuto fare a meno di sottolineare con applausi.
Fischi, invece, per il Catania, la prima battuta d'arresto casalinga dell'undici di Pancaro è giunta, peraltro, proprio nel momento in cui era chiamato a dimostrare che i balbettii degli ultimi tempi erano stati occasionali.
 S'interroghino, adesso, società e squadra,  provino ad individuare le ragioni di una crisi che non è soltanto di risultati e vedano se c'è modo di trovare i giusti rimedi.
Quello che è certo, senza un'inversione di rotta, difficilmente la squadra rosszzurra potrà considerare obiettivi che vadano al di là del mantenimento della categoria....
Per Peppe Pancaro (foto Barbagallo), non è un momento facile
.

lunedì 23 novembre 2015

Catania, quando vinciamo?

Giovanni Lo Faro

Lo sguardo perplesso di Peppe Pancaro (foto Barbagallo)
Il coretto, alla fine, l'hanno intonato i tifosi, delusi e, fors'anche, arrabbiati. Catania, quando vinciamo? Il Catania che non vince da cinque giornate sembra , infatti, aver dimenticato com'è fatta una vittoria, Dopo il Martina, superato peraltro con un pizzico di affanno al Massimino, una sconfitta e tre pareggi. Poco, perché l'azione di risalita della classifica potesse continuare. Nessun'accusa, ci mancherebbe, la squadra, che sconta una pesantissima penalizzazione, ha pur messo insieme venti punti, ma l'impressione è che qualcosa, da qualche tempo a questa parte, non stia girando  per il verso giusto. Pancaro esclude che si tratti di un problema di preparazione (fosse così, ci sarebbe davvero da preoccuparsi), né sembra dare molto peso alla questione-infortuni (contro il Foggia non erano disponibili Bastrini, Castiglia, Falcone e Russotto). Eccesso di presunzione, allora? Qualcuno non manca oggi di sottolineare quanto risulti, in certi frangenti, lezioso, l'undici rossazzurro, un modo come un altro, probabilmente, per ricondurre sulla strada della concretezza quanti si fossero oltremodo beati dei successi d'inizio stagione: per chiudere il prima possibile la pratica-salvezza e provare, non senza passare per il mercato di gennaio (che serva qualcosa, specie in avanti, è fuori discussione), ad alzare la mira.

venerdì 20 novembre 2015

Il Foggia di De Zerbi al Massimino: Catania, ci sei?

Giovanni Lo Faro
Beppe Bonanno, dg del Catania
Dal Martina al Messina, avevo titolato, per conoscere la verità sul Catania. Ed invece i cinque punti che, nelle ultime quattro partite, sono scaturiti da una vittoria (risicata quanto rocambolesca sui pugliesi allora di Incocciati al Massimino) e da due pareggi (l'ultimo, domenica scorsa, a Messina). non hanno sciolto i dubbi sulle prospettive della formazione di Pancaro (sconfitta, peraltro, in modo incredibile sul terreno della Juve Stabia e obbligata ad una rincorsa affannosa la settimana successiva nel derby con l'Akragas), in questa stagione di Lega Pro.
C'è ancora, il Catania, nessuno lo nega, ma sembra avere perso lo smalto delle prime gare, quando fu capace di azzerare i primi nove punti di penalizzazione (ne sarebbero arrivati altri due, subito dopo) e di proporsi come outsider credibile nella scalata al vertice della classifica.
Ora tocca al Foggia dell'ex De Zerbi testare la consistenza delle ambizioni dei rossazzurri (non ci saranno, nell'occasione, Castiglia, Bastrini, Falcone e Russotto, infortunati).  in una sfida  che rappresenta il clou della giornata: Catania, ci sei?

giovedì 22 ottobre 2015

Dal Martina al Messina: il Catania all'esame di maturità

Giovanni Lo Faro
  
Qualche perplessità la suscita la prima battuta d'arresto di un Catania (2-0 a Caserta) ch'era stato bravo a sprintare in avvio, azzerando la penalizzazione se non proprio gli effetti che continua a produrre sulla classifica.
 Dicono: sarebbe primo con la Casertana, l'undici di Pancaro, se non pesasse il -9 inflittogli dalla Giustizia sportiva, Ma il Catania primo non è, il fatto che abbia proposto ricorso all'organo di garanzia del Coni (la pronuncia tra una ventina di giorni) conta fino ad un certo punto.
 E questo senza dire dell'ipotesi, da qualche parte considerata, che il passo falso del Pinto non sia stato proprio occasionale e che qualcosa sia ancora necessario rivedere, nelle scelte di mercato oltre in quelle che attengono all'organizzazione di gioco, perché l'obiettivo di una pronta risalita non venga compromesso o non risulti, alla lunga, più complicato del previsto.
 Bello e perentorio e incoraggiante, ripeto, l'avvio, ma è sulla distanza e in funzione della prospettiva di puntare la vetta che vanno valutate risorse e potenzialità, unitamente all'adeguatezza di una preparazione che risulti finalizzata al vincere comunque più che al vincere subito.
Sotto questo aspetto,significative saranno le risposte che verranno dai prossimi impegni: con Martina e Akragas al Massimino, con Juve Stabia e Messina in campo esterno; saranno capaci, Pancaro e i suoi, di dare le risposte che tutta la città sportiva si attende?
, Nino Pulvirenti,presidente e attuale proprietario del club , c Beppe Bonanno, già bandiera dell'Acireale, oggi direttore generale di Catania