Giovanni Lo Faro
Passa per Verona, sponda-Chievo, la salvezza del Catania. Tema classico dei confronti con i clivensi, i primi a sperimentare, già nella stagione 2006-07, l'attaccamento del Catania alla Serie A: ricordate lo "spareggio" di Bologna con i rossazzurri salvi sul fil di lana e la formazione di Del Neri condannata alla retrocessione?
Domenica, al Bentegodi, il tema si ripropone. La stagione, è vero, è ancora lunga, ma un'impennata sul campo di una concorrente diretta darebbe ulteriore consistenza al progetto di rilancio dell'undici di Maran avviato con il pari del Meazza con l'Inter e portato avanti con Livorno, Parma e, appunto, Lazio in virtù della ritrovata continuità di rendimento (sei punti in quattro partite, poco meno di un terzo dell'attuale dotazione di classifica).
giovedì 20 febbraio 2014
La Lazio esce dalla partita, il Catania dilaga
Giovanni Lo Faro
Più deluso che amareggiato, Edy Reja. «Se mi aspettavo una partita come questa? Sì, me l'aspettavo proprio così, con il Catania pronto ad aggredire, a proporsi con ritmo e intensità, raddoppiando le marcature fino a toglierci il respiro. Non mi aspettavo, invece, questa Lazio, specie nella seconda frazione di gioco». Perché, spiega, se il Catania è stato in linea con le attese e ha dato le giuste risposte nell'arco dei novanta minuti, la Lazio ha giocato due partite in una. «Sapevamo che il Catania ci avrebbe aggrediti, sapevamo che avremmo sofferto il passo veloce e svelto dei centrocampisti rossazzurri, ma eravamo convinti che, dopo il prevedibile assalto iniziale, avremmo potuto guadagnare campo, in questo senso il pari di Mauri, a fine primo tempo, mi aveva dato fiducia…».
Poca Lazio, insomma, molto Catania. «Basti dire che non abbiamo mai tirato in porta. Il Catania, che ha cercato la vittoria con la mentalità giusta, non mi ha sorpreso più di tanto, l'avevo già ammirato a Parma, dove avrebbe meritato di vincere. Devo riconoscere che Maran ha dato stimoli, sicurezza e consapevolezza di gioco ad una squadra che, ovviamente, conosceva benissimo. La Lazio? Voltiamo pagina, e vediamo se ci riesce di riprendere subito il cammino, l'Europa è ancora possibile… ».
Poca Lazio, insomma, molto Catania. «Basti dire che non abbiamo mai tirato in porta. Il Catania, che ha cercato la vittoria con la mentalità giusta, non mi ha sorpreso più di tanto, l'avevo già ammirato a Parma, dove avrebbe meritato di vincere. Devo riconoscere che Maran ha dato stimoli, sicurezza e consapevolezza di gioco ad una squadra che, ovviamente, conosceva benissimo. La Lazio? Voltiamo pagina, e vediamo se ci riesce di riprendere subito il cammino, l'Europa è ancora possibile… ».
giovedì 13 febbraio 2014
Lodi carica il Catania: "Tutti insieme per difendere la Serie A"
Leader più che mai. Parlando ai giornalisti, ieri, nella sala stampa del Village, Francesco Lodi ha dato l'impressione di essere consapevole del ruolo che è chiamato a recitare in questa fase finale della stagione nella quale il Catania è impegnato a costruire il miracolo-salvezza. "Mi metto a disposizione, però, sono pronto a fare la mia parte per difendere la Serie A. Così come i miei compagni". Tutti insieme appassionatamente. Con il cuore e, soprattutto, con la testa. "Contro la Lazio dobbiamo far di tutto per evitare gli errori commessi nei novanta minuti con il Livorno, determinazione e attenzione serviranno allo stesso modo". Le prospettive? "La lotta rimane aperta, dal Cagliari in giù siamo tutti in gioco, una vittoria sugli uomini di Reja ci darebbe slancio in vista dello scontro diretto con il Chievo".
| Lodi festeggia con i tifosi dopo il rigore trasformato contro il Bologna (foto Franco Barbagallo) |
sabato 18 gennaio 2014
Maran ripesca Maxi Lopez: il Catania pronto alla sfida con la Fiorentina
Il ritorno di Rolando Maran sulla panchina del Catania si riflette sulla lista dei convocati. Che comprende pure Maxi Lopez, dato in partenza da tempo (e, di conseguenza, accantonato da De Canio) ma che, evidentemente, il tecnico trentino, che ne stava curando il rilancio già prima che sopravvenisse l'esonero, ritiene utile al progetto-salvezza del Catania. Con Lopez, altre tre novità nella lista: la prima convocazione di Fabian Rinaudo (sarà lui a sostituire Lodi) e i rientri di Bellusci e Petkovic.
Maxi Lopez accanto all'arbitro Rizzoli prima di Catania-Milan
giovedì 16 gennaio 2014
Ritorno al passato, atto secondo: il Catania richiama Maran
Dopo Lodi, Maran. Il Catania prova a rimettere a posto le tessere del mosaico. Il primo passo è stato compiuto un paio di settimane addietro con il ritorno del play di Frattamaggiore (la firma sulla vittoria sul Bologna e poc'altro, fino a questo momento), adesso tocca al tecnico trentino. Decisioni, l'una e l'altra, in controtendenza rispetto alle dichiarazioni rese, or non è molto, da Pulvirenti, ma che si spera bastino (assieme a interventi di mercato che, specie nel reparto di punta, sono indispensabili) a fare ritrovare la rotta alla navicella rossazzurra, più che mai in balìa delle onde. A tastare il polso a questo Catania che fatica a rialzarsi, la Fiorentina di Montella: riuscirà Maran a dare la scossa?:
Rolando Maran, a Torre del Grifo, il giorno della sua presentazione (foto Franco Barbagallo)
Rolando Maran, a Torre del Grifo, il giorno della sua presentazione (foto Franco Barbagallo)
domenica 12 gennaio 2014
Lodi non basta, il Catania cade ancora
A Bergamo giunge, per il Catania, la decima sconfitta consecutiva in campo esterno (si faccia avanti, per favore, chi è in grado di trovare un precedente ugualmente negativo in una delle stagioni che la formazione rossazzurra, dalla sua fondazione, ha vissuto in Serie A) e resta ancorato all'ultimo posto fianco a fianco ad un Livorno che, da qualche tempo a questa parte, non ne azzecca una che sia una. Risveglio amaro per gli uomini di De Canio che hanno visto svanire la speranza di dare un seguito al successo con il Bologna di lunedì 6 gennaio. Buon primo tempo, con una colossale occasione fallita da Castro a tu per tu con l'esordiente portiere nerazzurro, poi, nella ripresa, a mano a mano che la formazione di Colantuono serrava i tempi, il solito inesorabile arretramento di posizioni fino alla capitolazione, dopo un miracolo di Frison e un salvataggio di Lodi sulla linea di porta: irresistibile, nell'occasione, Bonaventura, un po' meno la difesa rossazzurra, e Biraghi in particolare, che non è riuscito ad evitare il fallo, inutile quanto plateale, per frenarne lo slancio. Denis cecchino dagli undici metri, poi il raddoppio di Maxi Moralez: il gol di Leto (ma perché così tardivo il suo ingresso in campo?), a due minuti dalla fine, non è bastato ad evitare l'ennesimo capitombolo. Prospettive? Non proprio luminose: la strada si fa in salita, al Massimino domenica arriva la Fiorentina (da affrontare senza Lodi e Peruzzi), poi occorrerà fare visita all'Inter di Walter Mazzarri, se il trend non cambia, la salvezza (serviranno, nel girone di ritorno, non meno di venticinque-ventisei punti!) rischia di risultare una chimera.
giovedì 2 gennaio 2014
Catania: ritorno al passato?
Ciccio Lodi a Torre del Grifo, Papu Gomez tra la tentazione di restare al Metalist e quella di riprendersi il Catania lasciato sul finire della scorsa estate. Il progetto - salvezza di Pulvirenti sembra cercare nel passato le condizioni per un rilancio che possa giovare a salvare la categoria, importa poco se questo significhi rinnegare scelte (quella di Tachtsidis, particolarmente) nelle quali più di una volta la società rossazzurra aveva giurato di credere. Non era, evidentemente, quello partorito dalla mente di Pablo Cosentino, il Catania più forte di tutti i tempi.
Lodi, forse Gomez, e chissà chi, se il giocattolo non dovesse riprendere subito a funzionare. Vedremo, dopo la sfida-spareggio con il Bologna al Massimino in calendario lunedì prossimo.
Lodi, forse Gomez, e chissà chi, se il giocattolo non dovesse riprendere subito a funzionare. Vedremo, dopo la sfida-spareggio con il Bologna al Massimino in calendario lunedì prossimo.
Panagiotis Tachtsidis (nella foto) verso l'addio al Catania?
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