L’Acireale si
rimette in sella, dopo la brutta caduta di Cittanova. Rocambolesco il pari con
il Gela, in vantaggio di due gol a poco più di un quarto d’ora dalla fine, ma
risultato giusto, che premia i meriti della formazione granata, protagonista di
una buona prestazione e capace, con un’incredibile vampata d’orgoglio, di
evitare, una sconfitta che davvero non ci stava e che sicuramente non avrebbe
meritato.


Nel due a due finale si specchiano, occorre riconoscerlo, pure i
meriti del Gela che, trovatosi in vantaggio per una sfortunata deviazione di
Schiavino (testa a testa con Moi su azione d’angolo, e pallone pizzicato quel tanto
ch'è bastato per superare la guardia di Barbieri), è riuscito a controllare la
furiosa reazione della squadra di casa, che ha subito sprecato un rigore (fallo
su Tumminelli) con Barraco e
fallito un
paio di buone occasioni (bravo Biondi su incornata dell’esordiente Schiavino e poi su una conclusione di Manes)
prima che l’ottimo Bonanno, già apprezzato nella gara di Coppa, centrasse l’incrocio
dei pali con Barbieri immobile.

Nella ripresa, Infantino prova a modificare l’assetto
della squadra, Pannittersi su Lombardo, ma la novità più significativa sta nell’assetto
della prima linea, con Cocimano larghissimo a sinistra, Tumminelli pendant
sulla fascia opposta e il giovane Pannitteri a ridosso del venezuelano Alvarez.
L’Acireale cresce nella fase di offesa, ma si scopre un tantino nelle retrovie,
dove continua a subire le folate di Chidichimo, Sekam e Maniscalchi. Su una di
queste, il Gela trova il raddoppio con Bonanno, uno dei suoi uomini migliori:
partita chiusa?
Macché, l’undici di Infantino non molla, anzi ritrova lucidità
e vigore, e mette alle corde l’avversario. Barraco manca un gol quasi fatto,
poi inventa un assist per Alvarez, bravo a correggere di testa a rete. 1-2, l’Acireale
ci crede: Cocimano lotta a testa bassa, subisce fallo in piena area, Loffredo indica
il dischetto. Tocca ad Alvarez, stavolta: il tocco è preciso, la sfera si
adagia in rete, alla sinistra di Biondi. Pareggio e punto d’oro, alla vigilia
della lunga sosta e, quel che più conta, la conferma che l’Acireale c’è.
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