domenica 24 settembre 2017

Catania, terza vittoria di fila: un rigore di Lodi spegne l'Andria nel finale

Giovanni Lo Faro

Aveva proprio ragione Ramzi Aya.  Il profilo dell’Andria, nei novanta minuti giocati ieri sera al Massimino, risulta  perfettamente sovrapponibile a quello tratteggiato in settimana, e senza troppe parole, dal terzino rossazzurro, ex di turno con Barisic. Anima, cuore, spirito di gruppo, e buona qualità, anche, la formazione pugliese, a parte qualche sbandamento nella fase d’avvio nella quale soffre non poco le incursioni del Catania lungo la fascia difensiva di sinistra (fino a quando, almeno, Loseto non si decide a correggere la posizione di Tiritiello), si conferma avversario piuttosto ostico per la formazione rossazzurra alla cui manovra d’offesa comunque incessante non concedere di ricavare se non una botta di Curiale, invitato a nozze da un irresistibile Russotto, e un’incornata di Bogdan, fuori misura. Non solo. Prova anche a pungere, l’undici ospite, e nell’occasione del sinistro al volo di Minicucci, proprio in risposta a Curiale, non manca di preoccupare Pisseri. 
Vanigli, vice di Lucarelli, in sala stampa nel dopopartita
Il primo tempo risulta così piuttosto equilibrato, impreziosito dalle invenzioni di un incredibile Russotto (chi non si era indispettito per le prestazioni del fantasista napoletano nel primo biennio catanese?) e lascia la sensazione che soltanto un mutamento degli equilibri tattici, in dipendenza di un diverso assortimento delle forze in campo o magari un episodio (arriverà alla fine, anche se non sarà proprio casuale, visto il tourbillon offensivo creato dagli uomini di Lucarelli) possa mutarne gli indirizzi. Voglio dire che prevale, al termine della prima frazione di gioco, e non soltanto in chi scrive, la sensazione che di qualcosa abbisogni il Catania per prevalere su un avversario di buona cifra.
Lucarelli, nella ripresa, lascia scorrere venti minuti per rivedere la sua squadra: Di Grazia per Aya, Ripa per Curiale e Mazzarani per Biagianti. Il Catania gioca adesso con un 4-3-3 speculare a quello adottato dall’avversario e prova a rendere più avvolgente e ficcante la propria azione. Guadagna campo la formazione di casa, e dà vita ad un forcing tambureggiante. Vigore, slancio e determinazione, ma anche qualche distrazione e, comunque, al contropiede dei pugliesi che, in un’occasione, è davvero pungente: Esposito-Scaringella, botta, ribattuta, palo pieno. 

Poi, con la squadra quasi al limite delle risorse (Lucarelli aveva già messo in preallarme Correia e spedito in campo l’Esposito rossazzurro per dare più ampiezza alla manovra), l’ episodio    del rigore (un fallo in mischia su Ripa, in pieno assedio rossazzurro): Maurantonio nulla può davanti alla rasoiata di Ciccio Lodi che manda in estasi la tifoseria rossazzurra: 1-0, terza vittoria di fila, il primato resta ancora a tre lunghezze ma cresce, e di molto, la convinzione che questa possa essere l’annata giusta perché il Catania si tiri fuori da una categoria che non gli si addice...

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