Lo snodo, non c'è dubbio, è il Sassuolo, passaggio obbligato in direzione della salvezza. L'ultimo? Il refrain, se ci fate caso, dalla sfida con il Livorno a quella di domenica scorsa con il Cagliari, non è cambiato più di tanto. Nel mezzo, il Catania è stato bravo a metterci l'exploit con la Lazio, ma non è riuscito ad evitare la resa contro Chievo e Genoa. Il che l'ha riportato al punto di prima, e soltanto la concomitanza dei risultanti di antagonisti ansimanti pur'essi (il Bologna, tra questi), continua a tenerlo in gioco. Fino a quando?
A Reggio Emilia, nella città dove l'undici emiliano, da poco riconsegnato a Di Francesco, sta celebrando la sua prima, storica, Serie A, il Catania è chiamato a scrivere un'altra pagina importante della sua storia, alla pari di quelle vissute a Bologna (sfida-spareggio con il Chievo, sulla dirittura d'arrivo della stagione 2006-07) e, un anno dopo, con la Roma (1-1, gol di Martinez sul filo di lana: era il 18 maggio del 2008), al Cibali: servono i tre punti con il Sassuolo, conditio sine qua non per rendere credibili le speranze di salvezza...
A Reggio Emilia, nella città dove l'undici emiliano, da poco riconsegnato a Di Francesco, sta celebrando la sua prima, storica, Serie A, il Catania è chiamato a scrivere un'altra pagina importante della sua storia, alla pari di quelle vissute a Bologna (sfida-spareggio con il Chievo, sulla dirittura d'arrivo della stagione 2006-07) e, un anno dopo, con la Roma (1-1, gol di Martinez sul filo di lana: era il 18 maggio del 2008), al Cibali: servono i tre punti con il Sassuolo, conditio sine qua non per rendere credibili le speranze di salvezza...
| Nelle foto di Franco Barbagallo, Il presidente Pulvirenti con il responsabile dell'area tecnica Beppe Bonanno (foto in alto) e (sopra) con il suo vice Pablo Cosentino. |
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