martedì 30 gennaio 2018

CATANIA, PUNTI D'ORO E ..PERPLESSITA'

Giovanni Lo Faro

Un’incornata di Tedeschi al primo assalto basta al Catania per strappare i tre punti, obiettivo imprescindibile per restare sulla scia del Lecce, già vittorioso a Rende. Il minimo sindacale, insomma, visto che il successo degli uomini di Lucarelli è arrivato in fondo ad una prestazione che più di una perplessità deve avere sollevato se lo stesso tecnico livornese, nel post gara, non ha esitato a  definirla non pari alle attese.
Il gol di Tedeschi (foto Franco Bsrbagallo)
 Se ci avete fatto caso, infatti, è stato il Francavilla a fare la partita, dispiegando i suoi uomini migliori negli spazi, e sorprendendo, a tratti, per eleganza e rapidità di palleggio. Alla formazione di Gaetano D’Agostino, ex centrocampista di Palermo e Messina, è mancato però quel pizzico ci concretezza che sarebbe stato necessario per avere ragione di una difesa, quella del Catania, che, specie in Pisseri, inappuntabile proprio non era.
 Ma ai pugliesi è mancato pure l’uomo che in tutto il girone di andata è stato capace di finalizzarne il gioco, ovvero il catanese Saraniti, che il mercato ha dirottato proprio nelle file del Lecce, concorrente diretto del Catania nella lotta per la promozione in B. Senza Saraniti, e soprattutto senza un elemento delle sue caratteristiche, la manovra del Francavilla rimane bella a vedersi ma meno concreta.
 Il Catania? Non ha brillato, e questo, nelle cronache di oggi, l’hanno riconosciuto un po’ tutti ma ha messo in vetrina, come ai tempi della migliore Serie A, un grandissimo Lodi, non v’è dubbio che la prestazione del regista napoletano abbia toccato ieri pomeriggio i livelli di eccellenza del passato ed è davvero un peccato che gli altri suonatori dell’orchestra rossazzurra non siano stati pari a lui.
Un altro fotogramma di Franco Barbagallo:
si insacca in rete il pallone colpito da Tedeschi
Deludente Ripa, che fatica a ritrovare l’espressione migliore, a farsi apprezzare, oltre che Lodi, sono stati Fornito e Rizzo che, lanciati in campo nella ripresa al posto di Biagianti e Mazzarani, hanno migliorato gli equilibri del reparto di mezzo consentendo alla squadra di gestire il risultato senza eccessivi patemi, e il figlio prodigo Barisic, che non ha fatto rimpiangere, tutt’altro, un impalpabile Di Grazia.

 Adesso, il mercato: davvero sicuri che al Catania, che ieri comunque era orfano dello squalificato Curiale, non serva un altro uomo-gol?

domenica 28 gennaio 2018

ACIREALE, LA STORIA SI RIPETE: FATALI DUE ERRORI DIFENSIVI!



Giovanni Lo Faro
E’parso, ad un certo punto, di rivedere il film di Acireale-Nocerina, e se non fosse stato per l’esito finale diverso (allora finì 2-2), più di un elemento di affinità avresti potuto cogliere nella prestazione della formazione di casa. Bella a vedersi di fronte alla prima della classe, colta di sorpresa e colpita al primo assalto, e financo sovrastata in un crescendo di gioco che ha sorpreso non poco tenendo conto del contesto in cui si è giocata la partita, con i tifosi delle due Curve, cuore pulsante della torcida granata, rimasti fuori dai rispettivi settori per protesta nei confronti di una società che, dopo la fine della gestione Pulvirenti-Notarrigo, ha faticato parecchio a darsi gli equilibri necessari a tenere in rotta la navicella granata, fino a smarrire, strada facendo, convinzione e compattezza.
E dire che nella riunione svoltasi nella serata di lunedì scorso, l’indomani per intenderci della sconfitta di Roccella, l’intesa tra le parti che, dopo la mediazione del sindaco Barbagallo, avevano condiviso il progetto, sembrava essere stata recuperata al meglio, con la nuova ripartizione sia delle cariche sociali sia degli oneri e la conferma dell’avv. Drago alla presidenza, salvo a frantumarsi il martedì successivo per ragioni che né il comunicato del gruppo messinese né quello di replica sottoscritto dal presidente in carica sono riuscite a chiarire in modo chiaro e inequivocabile.
 Di fatto, ieri al Tupparello, nell’occasione del big match con il Troina capolista, abbiamo fatto fatica, in una tribuna comunque affollata da addetti ai lavori (visti, tra gli altri, gli allenatori Saro Foti e Maurizio Pellegrino e l’ex bomber granata Orazio Sorbello), a trovare traccia dei dirigenti granata. E se negli spogliatoi sono state registrare le dichiarazioni del tecnico Infantino e del direttore sportivo Castorina, sono mancate fino a questo momento quelle del presidente Drago, le più attese, peraltro: arriveranno?
La partita. Solo Acireale nel primo tempo, con il Troina in balia della formazione di casa, bella a vedersi in alcuni frangenti seppure incapace di capitalizzare al meglio la sua manovra: un gol, del giovane Pizzo (bellissime la percussione e la botta finale), e non meno di tre occasioni mancate d’un soffio da Alvarez, Tumminelli e Palermo. Poi, improvviso, il pari ospite, ad appena 2’ dal riposo: sull’affondo e sulla conclusione peraltro non irresistibile di Souare, Barbieri ha respinto corto e Vasquez s’è trovato servito sul classico piatto d’argento il pallone del pari.
Altra partita nella ripresa, con il Troina, riveduto e corretto da Pagana, più compatto, e bravo, soprattutto, con un pressing alto, a togliere respiro ai granata, che faticavano a recuperare il fraseggio, elegante ed efficace, della prima frazione di gioco. A spezzare l’equilibrio in campo, una bordata di Vasquez su calcio piazzato, il tallone d’Achille di questo Acireale tanto bello quanto ingenuo: Barbieri resta immobile, la sfera si insacca all’incrocio dei pali.

domenica 14 gennaio 2018

L’Acireale non brilla, il Palazzolo se la cava

Giovanni Lo Faro
Il Palazzolo non è stato mai un avversario agevole per l’Acireale, ma nell’occasione dell’ultimo passaggio dei gialloverdi sul terreno del Tupparello prevale la sensazione che a lasciare qualcosa sul campo sia stata la formazione granata, non fosse altro per le buone opportunità che è riuscita a procurarsi, alla fine dei due tempi, anche se in fondo ad una prestazione che non è stata particolarmente brillante.
Non male nella fase d’avvio, l’undici di casa ha via via smarrito passo e convinzione, subendo più del giusto il pressing degli avversari, meglio organizzati sulla fascia di mezzo, dove hanno spesso potuto agire in condizioni di vantaggio numerico e, comunque, con un giocatore, Sciannamé, in prestito al reparto per la decisione di Infantino, motivata di lasciare inizialmente in panchina Palermo (scelta tecnica o risposta all’esigenza di una più adeguata copertura difensiva?). Una sola occasione per i granata, in questa prima frazione di gara, al 45’ quando Pizzo, a due passi dalla linea di porta, ha mancato clamorosamente la deviazione su cross di Cocimano.
Nella ripresa, a mano a mano che il Palazzolo serrava le file (quasi tutte in chiave di copertura le sostituzioni di Strano), e grazie ai contributi che adesso gli venivano da Pannitteri  e, soprattutto, da Palermo, giocatore preziosissimo nella fase di tessitura della manovra, l’Acireale guadagnava campo, imprimendo un ritmo più significativo alla sua azione, comunque costellata da una serie impressionante di errori individuali.
Sulla ribalta saliva così il venezuelano Alvarez che prima, con un potente diagonale dalla destra, sfiorava il palo sinistro della porta di Ferla, poi, in pieno recupero, si vedeva negare la gioia del gol da una grande prodezza dell’estremo difensore ospite che deviava in angolo una sua incornata a botta sicura. L’ultima occasione, a tempo scaduto, passava sul destro di Cocimano, ma il pallone calciato con ottima coordinazione dal capitano granata sorvolava di un soffio la traversa.