sabato 28 febbraio 2015

Passa il Frosinone, Catania di nuovo ultimo!

Giovanni Lo Faro

Corsi e ricorsi di un'altra stagione di calcio amaro riportano il Catania in fondo alla classifica dove si era venuto a trovare nell'ultima tranche della gestione-Sannino e dove è stato capace di ritrovarsi dopo l'illusorio tentativo di risalita operato con l'avvento di Marcolin. 
Il tecnico di Brescia come il suo predecessore di Ottaviano, l'uno e l'altro come il povero Pellegrino, obbligato forse a pagare per colpe che non aveva: difficile non trovare elementi di corrispondenza tra esperienze diverse, certo, ma, negli esiti, sicuramente sovrapponibili.
Oggi, con il Frosinone (visto che squadra, quella di Stellone?) al Massimino, quello che si era temuto si è puntualmente verificato: troppo facile per la formazione ciociara avere ragione di un Catania sempre in debito di fiato, alla distanza. 
Oggi c'è chi parla di progetto sbagliato, e non si può certo dire che abbia torto: ma chi ha sbagliato? E chi l'ha aiutato a sbagliare? Interrogativi a cascata, interrogativi inquietanti. Come l'ultimo: verso quale approdo, il Catania?
Pulvirenti e Cosentino, non è più tempo di sorrisi

domenica 22 febbraio 2015

Catania, tutto come prima: un'altra trasferta, l'ennesima sconfitta:

Giovanni Lo Faro
Venti minuti o poco più di tiki-taka, venti minuti di inutile possesso palla. Poi, il Pescara ha preso il controllo della partita e l'ha mantenuto anche quando una grossa ingenuità di Pasquato l'ha costretto a giocare il secondo tempo in inferiorità numerica. Rientrata in campo, anzi, con un incredibile piglio battagliero, la formazione di Baroni ha irretito il Catania fino a frastornarlo con il suo calcio senza fronzoli.
Fraseggio rapido e svelto, gli adriatici, sempre primi sulla palla, hanno cominciato a insidiare la porta di Gillet che, in pieno recupero, ha dovuto arrendersi ad un eurogol di Sansovini. Sul piatto la squadra di Marcolin (a proposito: incomprensibili davvero i cambi del tecnico che ha richiamato in panchina prima Maniero poi Calajò con la conseguenza di ritrovarsi senza argomenti quando gli è toccato di provare a riprendersi il risultato), in un finale convulso, è riuscita a metterci soltanto un colossale errore di Martinho a tu per tu con Fiorillo,
Uno a zero per il Pescara: il Catania ritorna al passato. Altro che speranze di risalita, qui si tratta di salvare la categoria. E non senza aver fatto prima un bel bagno di umiltà.
Marcolin (foto Barbagallo) stavolta non può battere le mani

martedì 17 febbraio 2015

Il Crotone frena il Catania, pari risicato per gli etnei

Giovanni Lo Faro
 Passo indietro. Nel risultato (sul quale pesano comunque alcune decisioni arbitrali non proprio convincenti) e, soprattutto, nella prestazione. Non è stato, insomma, quello che è passato ieri sera sul green del Massimino il Catania che aveva fatto scempio di Pro Vercelli e Perugia (sei gol in due partite, nessuno al passivo) e che sembrava deciso a sfruttare l'occasione del terzo impegno casalingo di fila (a Modena non s'è giocato) per avvicinare la zona play off.
Il rapido vantaggio di Torregrossa (rivedetela, l'azione,  e di qualcosa vi ricorderete) e la buona organizzazione di gioco del Crotone, orchestrato in panchina dall'ex Drago (ecco un allenatore da prendere in seria considerazione), hanno cambiato subito il corso della partita: il Catania ha dovuto fare i conti con la munitissima retroguardia ospite oltre che con la bravura dell'ex acese Cordaz e  la risalita, a mano a mano che i minuti passavano e la lucidità scemava, s'è prospettata piuttosto problematica.
Se poi aggiungete che, sul piano della corsa (visto che bel giocatorino Maiello, scuola Napoli?), gli uomini di Marcolin qualcosa finivano con il concedere all'avversario e che da qualche elemento (Calaiò, Rosina, lo stesso Coppola) non arrivavano i contributi abituali, capirete come sia stato necessario spingersi oltre il novantesimo per il gol liberatorio: incornata di Castro (buon ritorno, quello del Pata), sconfitta evitata sul filo di lana, ma classifica che continua a preoccupare.
Maniero, ieri all'asciutto, si rifarà a Pescara?