giovedì 25 febbraio 2021

L'ACIREALE VINCE MA IL FUTURO RESTA NEBULOSO

Giovanni Lo Faro

 Tre a zero al Troina, l’Acireale tiene il passo delle antagoniste (tutte vittoriose, dai due Messina a Gelbison e Licata, quest’ultima sempre più intraprendente) e, proprio nel momento più delicato della stagione, fa capire, a quanti non l’avessero bene inteso, di volere restare nel gioco fino alla fine. Non che il Troina fosse ostacolo insuperabile, l’avversario più insidioso l’Acireale avrebbe potuto trovarlo in se stesso, nel temuto contraccolpo che le tensioni della vigilia, fiorite su un terreno reso fertile dalla discutibile prestazione di Rende e dalla conseguente vibrante reazione dei suoi sostenitori, avrebbero potuto provocare nella squadra, costretta peraltro a battersi senza Peppe Pagana (esonerato, accantonato, sacrificato alla piazza non s’è ben capito) in panchina. 

  Prova autorevole 
Il gol di Souare
Ed invece, superato un certo disorientamento iniziale, e non senza aver rischiato un tantino di prenderle da un avversario che ben fiutava l’occasione, la formazione granata è venuta fuori con grande autorevolezza (gol di Talla Souare e rigore di Rizzo), esprimendo, alla distanza, il potenziale di cui le si fa credito e che in molte occasioni, in campo esterno soprattutto, molte volte è rimasto inespresso. Brivido dagliundici metri Partita giocata novanta minuti novanta, senza pause, con apprezzabile intensità e con giocate di fino alle quali il Troina di Mascara (che può contare, si badi, su buone individualità, Ficarotta e l’ex marsalese Balistreri, tra queste) non ha trovato significativi argomenti da contrapporre. Sì, gli ennesi, sotto di due gol a fine primo tempo, l’occasione di rientrare in partita l’hanno avuta, ma il “cucchiaio” di Ficarotta su calcio di rigore s’è spento sulla traversa della porta del giovane Ruggiero, graziando l’estremo difensore acese. 

Il rigore di Rizzo
L'esultanza di Buffa
  Buffa, rientro e gol
Su quest’episodio la partita si è praticamente conclusa, il terzo gol dell’Acireale, firmato dal bravissimo, e promettente, Buffa, lesto a ribadire in rete una conclusione di De Felice respinta dal palo, ha suggellato nel modo migliore la bella prova dell’undici di casa: classifica che non muta, le distanze restano immutate, e segnale importante in prospettiva.                                                          
  
  Fuori dal campo, guerra di comunicati
Sempreché, s’intende, si ricomponga 
la frattura tra società e tifoseria organizzata. Al momento, le distanze restano abissali, la battaglia a suon di comunicati stampa (della società, delle Curve Jacopo Polimeni e Simone Mangano )che ha fatto seguito al faccia a faccia di martedì pomeriggio, sembra aver scavato, tra le parti, un solco tanto profondo da non fare apparire facile il tentativo posto in essere da Gianluca Cannavò, ex presidente granata e attuale vicepresidente dell’Associazione Noi Siamo Acireale, di ricomporre la “vertenza”. 

  L'iniziativa di Cannavò
Cannavò, nel suo comunicato, dopo aver puntualizzato che tra “Associazione e società esiste una convenzione, con precise caratteristiche, stipulata il 5 luglio del 2018”, invita le parti “a compiere una serena riflessione” considerato che, a suo giudizio, “non è ipotizzabile un disimpegno alcuno, posto che la stagione deve essere onorata e la società salvaguardata”. Chiaro riferimento, questo, all’intento manifestato dall’attuale dirigenza del club di disimpegnarsi dalla gestione e di creare le condizioni per la cessione della società in un comunicato che, tra l’altro, non poche perplessità ha suscitato e che ai più è parso, specie nella parte finale (“si comunica che domani in panchina non siederà Giuseppe Pagana per espressa richiesta da parte dei gruppi organizzati…”: ma come si fa?), espressione della tensione e dell’emotività del momento…

giovedì 18 febbraio 2021

ACIREALE, VITTORIA COPIA-INCOLLA: FC MESSINA BATTUTO CON GOL DI RIZZO E BUFFA

GIOVANNI LO FARO


ACIREALE (4-2-3-1): Mazzini; Cannino  (56' Mbaba), Silvestri, Viscomi, D. La Vardera; Buffa, Cozza (80’ Ba); Savanarola, Rizzo (82' Mauceri), Souarè (73' Orlando); Pozzebon (90' De Felice). A disp.: Ruggiero, Tumminelli, J. Pedro, Iania, C. La Vardera. Russo, Bongiovanni. All. Pagana.

 

FC MESSINA (4-3-2-1): Marone; Aita, Fissore, D. Marchetti, Ricossa; Lodi, A. Marchetti (69' Bevis), Palma; Arena, Carbonaro; Caballero. A disp.: Monti, Strino  Casella. Da Silva, Panebianco, Cangemi, Garetto, Giuffrida, CoriaBianco  All.Criaco.

 

ARBITRO: Duzel di Castelfranco Veneto 

 

MARCATORI: 3' Arena, 60' Rizzo, 64' Buffa

 

NOTE: ammoniti Arena, Silvestri, A. Marchetti, Rizzo, Carbonaro, Buffa. Al 94' espulso D. Marchetti per fallo da ultimo uomo su De Felice.


 Copia e incolla? Di fatto, l’Acireale batte in rimonta l’ambizioso FC Messina e lo fa nello stesso modo in cui, or non è molto, aveva messo sotto i ragazzi della Polisportiva Santa Maria del Cilento. Con la non trascurabile differenza che, se il successo dei granata, maturato allora nel finale grazie ad una prodezza di capitan Savanarola

, parve non rispecchiare in pieno l’andamento della partita, il 2-1 inflitto ad un FC Messina palesemente rinunciatario dopo il lesto vantaggio dell’ex Arena esalta un Acireale che, alla determinazione rabbiosa con la quale è entrato nella gara, ha sommato, a mano a mano che i minuti scorrevano, la qualità di una manovra che Beppe Pagana in panchina ha avuto il merito di alimentare con una gestione attenta delle risorse disponibili.

 

Doccia fredda in avvio: l’ex Arena in gol

Sotto di un gol dopo appena tre minuti (bellissimi l’assist di Lodi é il morbido pallonetto di Arena che ha superato la guardia dell’ottimo Mazzini), la formazione di casa, retour dalla sconfitta di domenica scorsa a San Luca che l’aveva fatta finire nel mirino della critica, ha avuto il merito di non disunirsi e di cercare, con convinzione sempre crescente, di fare breccia nella munitissima difesa avversaria. Impresa non facile, questa, l’atteggiamento degli uomini di Leo Criaco (in panchina al posto di Pino Rigoli, impedito da problemi di salute: tecnico é vice sono stati esonerati al termine della partita) che, dopo aver rischiato su un attacco di Rizzo (bravo Marone a volare da palo a palo) e su una percussione di Pozzebon (bello lo spunto dell’attaccante romano ma fuori bersaglio la conclusione), abbassavano visibilmente le linee, intasando gli spazi e impedivano di fatto all’Acireale di sviluppare il gioco che più gli è congeniale. 

 

 

A muso duro a centrocampo

Uomini-contro sulla cerniera di metacampolotta senza esclusioni di colpi, e partita per lunghi tratti bruttina, accompagnata dalla sensazione che non sarebbe stato facile per i granata creare le condizioni per ribaltarla.  Leit-motiv che non cambiava, nella ripresa, fino a quando, almeno, Pagana non sceglieva  la carta-Mbaba, le scorribande del giovane esterno senegalese sull’out di destra davano maggiore ampiezza alla manovra della squadra e mandavano in crisi il munitissimo sistema di protezione degli spazi d’offesa messo su da Criaco.

 

Rizzo-Buffa, doppietta vincente

E, come d’incanto, la partita cambiava volto. L’Acireale prima riduceva lo svantaggio con una prodezza del fantasista argentino Nicolas Rizzo (splendida la traiettoria impresa alla palla che Marone stavolta nemmeno vedeva), quindi, quattro minuti dopo,passava a condurre grazie ad un’incornata di Simone Buffa, uno dei suoi uomini migliorigol, l’uno e l’altro, scaturiti da situazioni di palla inattiva, ma frutti visibili di quelle dinamiche  di gioco rapide ed efficaci nelle quali si specchia il calcio di Beppe Pagana.

 

Il sogno continua

Due a uno, partita in mano all’Acireale che, dopo aver  sfiorato in due occasioni il terzo gol (splendido lo slalom di Mbaba con conclusione però debole, mentre un fallaccio di D. Marchetti impediva a De Felice, lanciato a rete, di arrivare a tu per tu con l’estremo difensore giallorosso), suggellava senza affanno la più preziosa delle vittorie. Recuperato il secondo posto in classifica, i granata riprendono la marcia di avvicinamento alla vetta: il sogno continua.