Venezia, 29 agosto 1993. L'Acireale di Beppe Papadopulo, neo-promosso in Serie B, esordisce al Penzo contro la formazione lagunare allenata da Pietro Maroso. Buon esordio per i granata, la partita è vivace e combattuta:Totò Tarantino su rigore replica a Walter Monaco, ma, ad un quarto d'ora dalla conclusione, un'autorete di Bonanno condanna la formazione acese alla sconfitta.
Battuto sul campo, l'Acireale vincerà però la partita a tavolino incamerando due punti che risulteranno preziosi, se non decisivi, nell'economia del torneo: il compianto Umberto Ragonesi, segretario del club acese, conoscitore come pochi delle carte federali, non aveva mancato di notare, in distinta (la lista delle formazioni che le società consegnano al direttore di gara prima dell'inizio di ogni gara) il nome del giovanissimo Mirko Conte, ex Primavera dell'Inter, schierato in campo nonostante dovesse ancora scontare una giornata di squalifica rimediata, la stagione precedente, nell'ultima partita del torneo Primavera. Puntuale il reclamo, puntuale l'esito favorevole all'Acireale: 0-2 con provvedimento del Giudice sportivo, confermato da Disciplinare e CAF, e due punti preziosi ai granata: chiaro il dettato della norma dell'allora art. 17 del codice di Giustizia sportiva, impossibile derogare.
A distanza di ventisei anni, la storia si ripete, a parti inverse. L'Acireale, che ha battuto la Palmese all'esordio, gioca a Messina contro l'ACR la seconda gara ufficiale del torneo di Serie D. In campo, il tecnico Pagana schiera il giovane difensore Francesco Cannino, senza far caso al fatto che il ragazzo, per una sanzione riportata in una gara del torneo juniores della stagione precedente (giocava, guarda caso, nel Città di Messina), doveva ancora scontare una giornata di squalifica. Particolare, questo, che a Messina ricordavano benissimo ma che era sfuggito ai dirigenti granata, in particolare a chi, in segreteria, ha il compito di tenere aggiornate le schede dei calciatori in organico.
Rammarico, delusione, rabbia anche, per i tifosi acesi che, mentre la società annuncia ricorso, vedono la squadra del cuore perdere la leadership della classifica del campionato di Serie D, che condivideva con il Palermo, e scivolare al terzo posto alla vigilia della trasferta di Marsala.