lunedì 28 gennaio 2019

CATANIA, PUNTI E ...FISCHI

Giovanni Lo Faro
Di Piazza trova la zampata giusta, il suo primo gol regala tre punti al Catania e gli consente di non perdere ulteriore terreno dalla capolista Juve Stabia. Che, la sua parte, non brilla più di tanto ma mette sotto la Paganese, nel più classico dei testa-coda. Non rallenta la marcia l’undici di Fabio Caserta, numeri da capogiro per l’undici dell’ex fantasista rossazzurro (16 vittorie, 5 pareggi, nessuna sconfitta, appena 9 gol al passivo e la soddisfazione, non trascurabile, di vedere Paponi leader della classifica dei marcatori sia pure con l’ausilio di quattro rigori). 
 Tiene le distanze il Catania, e prova a restare in qualche modo nella scia, quanto pronto a sfruttare un eventuale rallentamento delle “vespe” è ancora da vedere. Sotto questo aspetto, dai novanta minuti del Massimino, seppure suggellati dal successo, non scaturiscono indicazioni granché confortanti. Poco da dire sul piano dell’impegno, della determinazione, della rabbia, anche, quando è toccato di arginare le folate di un Rende niente male, ma l’impressione che questa squadra rossazzurra fatichi a ritrovarsi rimane, e i fischi della Nord, alla fine, l’hanno impietosamente sottolineato. 
 E se è vero che, in termini di opportunità, siano stati gli uomini di Andrea Sottil a prevalere (cinque occasioni da gol nei due tempi, compresa quella sfruttata da Di Piazza che è valsa il successo, a fronte del pallonetto di Zivkov che s’è stampata sulla traversa con Pisseri battuto), sul piano del gioco a fare le cose migliori è stato ancora una volta il dirimpettaio di turno, come già era successo nella sfida di fine anno con il Monopoli. 
 Cosa manca, allora, al Catania? Cosa gli impedisce di aprile le ali? Le ali, appunto, ovvero una coppia di esterni in grado di garantire ampiezza alla manovra, tipi alla Russotto per intenderci, giocatori rapidi, svelti, abili nell’uno contro uno, capaci di creare superiorità numerica e …sollevare l’entusiasmo in tribuna, quello che, se ricordate, riuscìva bene proprio al tanto discusso Russotto. Ieri, Sottil, in avvio, ha provato, sulla catena di destra, Calapai-Manneh e, sulla fascia opposta, Baraye-Di Piazza: un caso che il gol di Di Piazza sia scaturito da un affondo efficace del compagno di …linea e dal calcio piazzato che ha poi consentito a Ciccio Lodi di “dialogare” con Aya (ieri tra i migliori) facendone la torre per la successiva zampata dell’ex leccese? 
Lodi e Aya, l'intesa per l'assist vincente
 Certo, il gol il Catania avrebbe potuto trovarlo in altre occasioni, ma fuori da un disegno tattico ben definito (la botta dalla distanza di Carriero in avvio e di Manneh in finale di primo tempo, la stessa conclusione di Biagianti neutralizzata in volo da Savelloni e quella rapida ripartenza non finalizzatq da Curiale, faccia a faccia con il portiere ospite, nella ripresa). 
Di Piazza-gol: festa sotto la Sud
 Prospettive? Se Sarno è ancora il giocatore che un paio di stagioni addietro trascinò il Foggia in Serie B buona parte dei suoi problemi il Catania potrebbe risolverli, a patto che, appunto, la crescita sia globale e valorizzi al meglio le risorse di cui la squadra già dispone sulla fascia di mezzo (Lodi è ancora parente lontano dell’uomo-squadra di un tempo) e di quelle che Pietro Lo Monaco, dopo aver incassato il no di Palumbo, dovesse riuscire ad assicurarsi in queste ultime ore di mercato.

sabato 19 gennaio 2019

L'ACIREALE NON BRILLA MA VINCE


Giovanni Lo Faro

Una sventola di Madonia (da applausi il gol dell'ex Trapani, quinto bersaglio in stagione) e un'incornata di Manfrellotti su assist dello stesso numero dieci: due tiri, due gol, quanto basta per mettere sotto un ottimo Rotonda, riveduto e corretto al mercato di riparazione e nemmeno parente lontano della squadra cuscinetto di avvio stagione.

L'Acireale vince, mette in saccoccia tre punti d'oro (granata a quota ventisette), poco importa se non convinca del tutto, se si conceda qualche pausa di troppo, specie in quel secondo tempo nel quale ha rischiato più del giusto sulle insidiose puntate della formazione lucana, ben sorretta dall'ex messinese Cocuzza, esterno-sponda spesso imprevedibile, e vivacizzata dalle iniziative di Zappacosta e Flores.

Bene in avvio l'undici di casa, un paio di buone occasioni fallite da Savanarola e Manfrellotti a due passi da Oliva), prima degli affondo che, sul finire del primo tempo, decideranno la sfida. Poco Acireale nella ripresa e Rotonda vicino al gol in due-tre occasioni, le sostituzioni operate da Romano (in campo Leotta, Sanna e l'esordiente ex leontino Sidibe) non bastano a mutare il profilo di una squadra granata un tantino arruffona se non proprio in affanno sulle folate avversarie (un palo, un salvataggio sulla linea, un paio di buoni interventi dell'esordiente Amella che ha rilevato l'infortunato Biondi): qualche brivido di troppo, ma i tre punti alla fine arrivano e pesano tantissimo in prospettiva salvezza.