domenica 6 maggio 2018

IL CATANIA METTE LE MANI SUL SECONDO POSTO E ACCEDE AI QUARTI


Giovanni Lo Faro
Delle cinque partite che – a vincerle tutte - gli avrebbero garantito primato e promozione in B, il Catania, dopo un cammino incredibilmente sofferto, riesce a far sua soltanto l’ultima, nell’occasione della passerella finale con il Rende al Massimino. Pioggia di gol con le seconde linee in campo, prestazione gradevole, dopo un avvio sonnolento in uno stadio più che semivuoto e, per di più, davanti ad un pubblico indispettito.
Assenti gli ultrà della sud, a manifestare dissenso, in avvio di partita, un consistente drappello della nord, e qualche voce isolata, ma non per questo meno caustica in tribuna. Poi, il risultato (6-1 dopo il gol sblocca-partita di Mazzarani al 25’) e, soprattutto, la notizia dell’incredibile defaillance del Trapani a Cosenza hanno fatto il miracolo: al triplice fischio, gli applausi non sono mancati ai rossazzurri, e sono parsi sinceri, dopo l’iniziale titubanza, un buon viatico per il cammino che li attende nei quarti, per quelle cinque partite che, a giocarle e a vincerle tutte, potrebbero schiudergli la ribalta della Serie B.
Di cotanta impresa saranno capaci stavolta gli uomini di Lucarelli? Che il percorso che li attende sia arduo e accidentato nessuno può negarlo (tra gli antagonisti, già Reggiana e  Siena, che, dopo aver toccato il fondo, sta provando a risalire la china), ma è di sicuro meno impraticabile di quello al quale saranno chiamate formazioni come Pisa e Alessandria, sfiorò l’impresa la stagione scorsa, se non lo stesso Trapani ancorché strapazzato dall’ambizioso Cosenza di Piero Braglia nell’ultimo turno.
Nell’attesa, e nell’attesa che il Catania possa giocare le sue carte nel migliore dei modi (qui dovranno essere bravi società e staff tecnico a calibrare al meglio l’attività di preparazione all’incrocio dei quarti di finale, lontano ancora venticinque lunghi giorni) vediamo di passare in rapida rassegna i novanta minuti di questo pomeriggio al Massimino e di evidenziarne gli aspetti positivi, la consapevolezza di poter disporre di risorse alternative e, comunque, di forze fresche da far valere in uno scampolo di stagione, l’ultimo, che comporterà, ci vuole poco a convincersene, un eccezionale dispendio di energie.
 Cosa emerge dal 6-1 con il quale è stato travolto un irriconoscibile Rende? Che risponde a verità quanto da Lo Monaco asserito sul potenziale tecnico della squadra, i Russotto, i Russo, i Tedeschi, i Porcino, i Di Grazia, lo stesso Brodic, visti e parecchio apprezzati questo pomeriggio, garantiscono a Lucarelli una dotazione di risorse, in termini di cifra tecnica e di freschezza mentale e agonistica, che in pochi nella categoria possono vantare. E questo senza dire di quanti (Caccavallo, Rossetti) attendono da tempo di integrare il tessuto tecnico di una squadra che, al di là di certe manchevolezze disseminate lungo il cammino (leggi: le sconfitte interne con Leonzio, Casertana e Trapani) è pur sempre riuscita a mettere insieme settanta punti, quanti gliene sarebbero bastati, negli altri due gironi, a volare più in alto della concorrenza.