Giovanni Lo Faro
Ci eravamo chiesti, l'ultima volta, se davvero il successo sulla Paganese rappresentasse la svolta per il Catania, se davvero ponesse le premesse per un recupero di posizioni e di prospettive, insieme, in questo difficile torneo di Lega Pro. Ci eravamo spinti ad ipotizzare che, quella realizzata alla vigilia di Natale, fosse la "svolta buona", il cambio di indirizzo, il segnale forte atteso dai tifosi e da quanti ai colori rossazzurri restano legati.
Ed invece dagli impegni successivi, quelli che, se ben sfruttati, avrebbero fatto saltare sul predellino la formazione di Pancaro, sono arrivati tutt'altri riscontri: sotto il profilo dei risultati (due 0-0, ad Andria e in casa con il Monopoli) e sotto quello delle prestazioni.
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Pancaro (nella foto di Franco Barbagallo) sembra chiedere a Calil come abbia fatto a sbagliare il rigore che avrebbe consentito al Catania di battere il Monopoli |
E questo a prescindere da quel che pensa e dice il tecnico di Acri: la classifica, caro Pancaro, la fanno i punti e di punti il Catania nelle ultime due gare ne ha messi insieme appena due, quelli - se ci fa caso - che bastano appena a tenerlo a galla,
Non bastasse, ecco che si profila all'orizzonte la sfida di Cosenza e non v'è dubbio che, per l'esito del confronto con i rossoblù di Roselli, passino, in buona parte, le residue speranze della squadra etnea di dare un senso ad una stagione che, altrimenti, rischierebbe di risultare fallimentare come le precedenti.Il mercato? Sono arrivati Di Cecco e Pessina, buoni elementi, l'uno e l'altro, ma l'impressione che qualcosa ancora manchi se davvero si vuol provare ad agganciare i play off.
In questo senso, quella di sabato prossimo al "Gigi Marulla"(il vecchio San Vito è stato da poco intitolato all'ex giocatore di Acireale, Cosenza e Genoa, recentemente scomparso) potrebbe davvero
essere l'ultima spiaggia. Vedremo.