giovedì 22 ottobre 2015

Dal Martina al Messina: il Catania all'esame di maturità

Giovanni Lo Faro
  
Qualche perplessità la suscita la prima battuta d'arresto di un Catania (2-0 a Caserta) ch'era stato bravo a sprintare in avvio, azzerando la penalizzazione se non proprio gli effetti che continua a produrre sulla classifica.
 Dicono: sarebbe primo con la Casertana, l'undici di Pancaro, se non pesasse il -9 inflittogli dalla Giustizia sportiva, Ma il Catania primo non è, il fatto che abbia proposto ricorso all'organo di garanzia del Coni (la pronuncia tra una ventina di giorni) conta fino ad un certo punto.
 E questo senza dire dell'ipotesi, da qualche parte considerata, che il passo falso del Pinto non sia stato proprio occasionale e che qualcosa sia ancora necessario rivedere, nelle scelte di mercato oltre in quelle che attengono all'organizzazione di gioco, perché l'obiettivo di una pronta risalita non venga compromesso o non risulti, alla lunga, più complicato del previsto.
 Bello e perentorio e incoraggiante, ripeto, l'avvio, ma è sulla distanza e in funzione della prospettiva di puntare la vetta che vanno valutate risorse e potenzialità, unitamente all'adeguatezza di una preparazione che risulti finalizzata al vincere comunque più che al vincere subito.
Sotto questo aspetto,significative saranno le risposte che verranno dai prossimi impegni: con Martina e Akragas al Massimino, con Juve Stabia e Messina in campo esterno; saranno capaci, Pancaro e i suoi, di dare le risposte che tutta la città sportiva si attende?
, Nino Pulvirenti,presidente e attuale proprietario del club , c Beppe Bonanno, già bandiera dell'Acireale, oggi direttore generale di Catania