domenica 17 agosto 2014

Il Catania prova a ripartire: stasera al Massimino gli altoatesini del Sudtirol per la prima di Coppa Italia

Giovanni Lo Faro

Riprendo l'antica abitudine a scrivere di calcio a poco meno di due mesi da quell'Uruguay-Italia che ci sbarrò la strada verso Rio de Janeiro e ci costrinse a fare ritorno mestamente a casa. Da quell'amaro pomeriggio del Das Dunas, ne è passata di acqua sotto i ponti: le dimissioni, congiunte, di Prandelli e Abete, la battaglia per la successione ai vertici della FIGC, l'arrivo di Tavecchio, infine, e subito dopo, di Antonio Conte, che aveva lasciato la Juve  a preparazione appena avviata, coniugando la voglia (inconfessata)  di scommettersi sulla panchina azzurra con il timore (inconfessato, pur'esso) di non potersi spingere oltre il limite dei tre scudetti di fila in bianconero.
Con Tavecchio ai vertici federali (inutile, inopportuno e poco elegante, ironizzare sul suo nome: lasciamolo scendere in campo e attendiamo di vedere quali frutti saprà trarre dalla sua pluriennale esperienza alla guida della Lega Dilettanti) e Conte in panchina, l'Italia proverà a ripartire il prossimo 4 settembre, nell'occasione dell'amichevole di Bari con l'Olanda: l'obiettivo è l'Europeo, non per caso limite naturale di scadenza del mandato di Conte.
Fatte le debite proporzioni, a ripartire ci prova pure il Catania, precipitato quasi senza accorgersene in Serie B e obbligato a risalire subito la china: la Serie A è l'obiettivo dichiarato di Pulvirenti e Cosentino, a scanso di rischi legati ad una prolungata permanenza nella cadetteria (gli esempi di Palermo e Reggina sono quanto opposti quanto significativi).
Cosentino ad, Pellegrino allenatore e una squadra che s'è rifatta la faccia. Dicono possa volare sin da subito, questo Catania: gliel'auguro di cuore, anche se gli ostacoli, sul suo cammino, non mancheranno.
A cominciare dal Sudtirol, in scena, stasera, al Massimino per la prima di Coppa Italia...
Ciro Capuano (foto Barbagallo)